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7 apr 2022

Baldelli: "Reazione scomposta Ascolti le ragioni dei territori"

L’assessore replica al primo cittadino: "Il progetto ha un impatto devastante"

7 apr 2022
L’assessore regionale Francesco Baldelli
L’assessore regionale Francesco Baldelli
L’assessore regionale Francesco Baldelli
L’assessore regionale Francesco Baldelli
L’assessore regionale Francesco Baldelli
L’assessore regionale Francesco Baldelli

"Non si riesce davvero a comprendere la reazione scomposta e aggressiva del sindaco di Pesaro in merito alla questione della ferrovia Adriatica". La replica dell’assessore regionale Francesco Baldelli non si fa attendere. "Sarebbe invece opportuno, per il bene delle comunità, un dialogo tra istituzioni nelle sedi opportune confrontandosi sui temi e sulle istanze provenienti dai territori per individuare le migliori soluzioni possibili. Così ha fatto la Regione Marche anche in questa occasione, avviando un confronto costruttivo con tutti i sindaci interessati, i quali hanno partecipato alla riunione del 30 marzo scorso. Al contrario, Matteo Ricci ha preferito non partecipare, non delegare nemmeno un assessore, ma inviare un suo collaboratore (Francesco Arceci, ndr), fuggendo così dal confronto di carattere istituzionale con i colleghi sindaci e con la Regione, per poi preferire monologhi in conferenza stampa. Partecipando, Ricci avrebbe infatti potuto comprendere le proposte e le preoccupazioni espresse in un clima costruttivo da tutti i sindaci, i quali hanno dimostrato un’apprezzabile volontà di costruire una visione unitaria in grado di rafforzare Pesaro e tutta la Regione nel confronto con il Ministro delle Infrastrutture". "In quell’occasione – prosegue l’assessore regionale – è stata manifestata profonda preoccupazione perché l’aumento del traffico merci sulla dorsale adriatica è destinato a penalizzare il traffico passeggeri a livello locale. Considerato anche che ogni intervento di arretramento comporterebbe, come indicato dall’attuale soluzione proposta dal Ministero, lo smantellamento della attuale linea con danni irrimediabili al trasporto pubblico locale e alle buone pratiche di quei cittadini che oggi preferiscono il treno all’auto. Scelte di questo tipo non possono essere definite in maniera individuale, senza coinvolgere i territori interessati e senza confrontarsi con tutti gli altri comuni della dorsale adriatica che si vedranno sfrecciare un treno merci ogni 8 minuti. Non si tratta di potenziare la linea adriatica, ma di trasformarla in linea privilegiata Nord-Sud per il trasporto merci da e per Taranto e Gioia Tauro".

Baldelli sottolinea che "sarebbe devastante l’impatto sui territori, come evidenziato dalle previsioni fornite dal Ministero, che indicano come lungo le nostre città transiteranno fino a 176 treni merci al giorno, 100 dal porto di Taranto e 76 da quello di Gioia Tauro, una cifra insostenibile che, oltre a non tener conto dell’impatto sul traffico passeggeri locale, è incompatibile con l’orografia e con la presenza di numerose strutture dedicate al turismo. Inoltre, è incomprensibile come non vengano presi in considerazione i treni in partenza dai porti e dagli interporti di Marche e Abruzzo, come se lo sviluppo economico-imprenditoriale del Centro Italia fosse secondario".

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