SOLIDEA VITALI ROSATI
Cronaca

Bambini esclusi dai nidi a Pesaro, mamme in rivolta: “Promesse a vuoto, in un anno non è cambiato nulla”

Nel 2023 protestarono con i passeggini in piazza e ricevettero rassicurazioni, ma tutto è rimasto com’era. L’assessore Murgia dà la colpa alla Regione: “Se non ci danno i fondi non possiamo aumentare i posti”

La protesta dei passeggini andò in scena un anno fa: ora si ripropone il problema; nel riquadro, l’assessore Camilla Murgia

La protesta dei passeggini andò in scena un anno fa: ora si ripropone il problema; nel riquadro, l’assessore Camilla Murgia

Pesaro, 5 giugno 2024 – Per il prossimo anno scolastico sono 130 i bambini (fascia 0-3 anni), rimasti fuori dalla porta di un nido comunale. Nei 13 nidi non c’è più posto. Chi ha seguito la questione ha pensato ad un déjà-vu. Gli stessi problemi sono apparsi immutati, a distanza di un anno, nonostante le rassicurazioni da parte del Comune e la mobilitazione, con tanto di passeggini e cartelli a sfilare in Piazza del Popolo.

Ad avere la sensazione di un déjà-vu, misto ad un senso di impotenza e delusione, ieri, è stata Ramona, una delle mamme presenti alla conferenza in Comune per ascoltare l’illustrazione dell’assessore Camilla Murgia riguardo alla carenza di posti nei nidi (0-3 anni). Ramona è stata tra le mamme a porre l’accento, un anno fa, sul problema condiviso da duecento famiglie escluse dalle graduatorie.

Da quella mobilitazione è nato il Comitato genitori lavoratori Pesaro. “La nostra mobilitazione non è servita a nulla, non siamo stati ascoltati e nemmeno è arrivato l’aiuto dal Comune – ha osservato Ramona –. Il numero dei bimbi 0-3 anni entrati nei nidi quest’anno è lo stesso dell’anno scorso: nessun ampliamento, quindi. L’allungamento fino alle ore 17,15 dell’orario di uscita in sette nidi, come è stato messo in delibera dalla scorsa giunta, non è stato attuato. Riguardo agli asili interaziendali il confronto con le aziende è da impostare. Nel 2024 sono meno i bimbi in lista d’attesa, anche perché ci sono state 68 domande in meno: perché non fate un sondaggio e chiedete le ragioni? Credo che in molti, vista la difficoltà ad accedere, abbiano evitato di fare la domanda”.

A rispondere è Murgia: “Per il 2024 abbiamo aumentato la ricettività di venti posti – ha detto Murgia – avendo aperto in alcuni nidi le sezioni Primavera. Sono consapevole che i nuovi posti non risolvono il problema sul quale siamo costantemente al lavoro per dare risposte concrete. Però aiutano. Per quanto desideri aumentare la capienza questo non sarà possibile fino a quando non avremo dalla Regione Marche le risorse utili ad ampliare il numero di posti”. Murgia non vuole fare polemica: “Voglio essere collaborativa – dice l’assessore –. Ci sono dei limiti di bilancio: Pesaro mette già 10 milioni l’anno per garantire il servizio. Non lo fanno tutti i Comuni. Per quanto sia consapevole del fabbisogno, necessito del supporto di Stato e Regione. Mi piace pensare che non sia una pretesa ricevere risorse, ma sia un obbligo per la Regione. Altre regioni come l’Emilia Romagna e la Toscana, lo fanno. Solo la gestione del servizio è competenza diretta del Comune, mentre al finanziamento devono concorrere Stato, Regione e Comune”. Secondo Murgia se da Ancona arrivassero “500mila euro si ricaverebbero circa nuovi 60 posti”. E i voucher che la Regione avrebbe finanziato a favore delle famiglie per contribuire alle rette oppure per potenziare il pomeridiano?. “Ad oggi, nonostante il termine fosse il 31 marzo, non abbiamo ancora le linee guida che spieghino come gestire le risorse – ha detto Murgia –. E poi il bonus nido non è cumulabile con il voucher regionale”.

Abbastanza per indispettire contro la Regione un’altra mamma del Comitato, Francesca: “E’ scandaloso che la Regione non abbia ancora dato le linee guida per un servizio così importante. Come Comitato ci siamo interessati: l’assessore Biondi non ha nemmeno risposto alla nostra email. Anche questo è scandaloso”. La consigliera regionale Micaela Vitri ha depositato una interrogazione per avere risposte dalla Biondi. “Assisteremo all’assise – assicura Ramona – vogliamo risposte dalla Regione”.