GIORGIA MONTICELLI
Cronaca

Bambini senza asilo nido La battaglia delle mamme: "Ora il Comune ci aiuti"

Oltre 200 piccoli non hanno un posto per settembre nelle strutture pubbliche "Portarli dai privati costa troppo". E sta per partire una raccolta firme .

Bambini senza asilo nido  La battaglia delle mamme:  "Ora il Comune ci aiuti"

Bambini senza asilo nido La battaglia delle mamme: "Ora il Comune ci aiuti"

di Giorgia Monticelli

Le mamme passano all’azione. Il prossimo atto sarà quello di lanciare una raccolta firme per chiedere al Comune di trovare una collaborazione con gli asili privati in cui, per forza di cose, i genitori con i figli esclusi dai nidi comunali sono stati obbligati a rivolgersi. Marcella Toselli, la mamma di tre figli e maestra alla scuola primaria Don Bosco che dal 13 giugno scorso (data in cui è stata pubblicata sul Carlino la sua protesta) porta avanti la battaglia per potenziare un servizio fondamentale per le famiglie con bambini 0-3 anni. Toselli torna a parlare della questione dopo la pubblicazione delle graduatorie definitive degli asili comunali della città: sono oltre 200 i bambini che non riusciranno ad entrare al nido comunale. Questa volta però con lei c’è un mini esercito composto da tante mamme e papà che sono nella sua stessa situazione. "Ci solo oltre 200 bambini che da settembre non sapranno dove andare – continua Toselli – Tanti genitori che non sanno come fare con il lavoro perché non possono permettersi di dare più della metà del loro stipendio alla baby-sitter. Io ho sempre creduto nell’istituzione della scuola e dell’asilo comunale, ma ora abbiamo bisogno di aiuto".

Per la Toselli, in realtà, le cose sembrano essere leggermente migliorate da inizio mese: "Mia figlia Fiammetta è stata accettata dall’asilo privato ’La Nuova Scuola’ e chiaramente non ho potuto rifiutare anche se dovrò pagare ben 5mila euro di retta pur avendo diritto ad una tariffa agevolata negli asili comunali".

Per un soffio, invece, non è stato accettato il piccolo Brando di quasi 7 mesi nell’asilo comunale "Aquilone". La mamma Marzia Cardone, con a carico altri tre figli minorenni, non sa più che fare, dovrebbe ritornare a lavorare ad ottobre come consulente in un ufficio postale, ma "se continua così dovrò tardare anche il rientro al lavoro, accontentandomi del 30% dello stipendio con quattro figli da sfamare. Domani (oggi, ndr) chiamerò qualche asilo privato sperando nel miracolo. I nonni? – risponde – Non possiamo gravare su di loro". Laura è invece è una mamma che ce l’ha fatta, anche se per il rotto della cuffia. "Sono riuscita a iscrivere la mia piccola: altrimenti sarebbe stato veramente drammatico. Ma conosco tante coppie, entrambi lavoratori che non possono permettersi il nido, ma ne hanno bisogno. Servono soluzioni". Il problema per le famiglie è che pagare 300 euro al mese per il pargolo è impossibile, ma con il bonus bebè diventa accessibile, poiché rimborsa 276 euro al mese. Se al nido comunale dove 300 euro è una retta per famiglie dall’Isee medio, i posti sono finiti, allora le famiglie chiedono al Comune di istiuire un regime convenzionato: i bimbi esclusi andrebbero dal privato avvalendosi del contributo del pubblico tale da calmierare il prezzo fino a portarlo alla soglia di sostenibilità per un gran numero di famiglie rimaste fuori dal nido comunale.