Pesaro, bambino non vaccinato all'asilo di via Gorizia
Pesaro, bambino non vaccinato all'asilo di via Gorizia

Pesaro, 7 novembre 2081 - I genitori convinti di avere ragione hanno lasciato il figlio non vaccinato a scuola. Il rischio di beccarsi una denuncia per abbandono di minore non è stato sufficiente a fargli fare un passo indietro sulle proprie convinzioni. E’ quanto successo ieri mattina, poco prima delle otto, in via Gorizia all’ingresso della scuola dell’infanzia Lo Specchio Magico, tra quelle gestite dal Comune, dove i genitori hanno lasciato il figlio al dirigente dei servizi educativi Valter Chiani che insieme al comandante della polizia locale, Gianni Galdenzi, era all’ingresso della scuola.

Entrambi vi si trovavano per ribadire alle famiglie inadempienti con la normativa vaccinale che i figli non sarebbero potuti entrare a scuola. I genitori sapevano che al loro arrivo avrebbero trovato Chiani e Galdenzi, poiché il giorno prima, gli stessi avevano anticipato alle famiglie che all’indomani avrebbero fatto i controlli all’ingresso. I genitori, allora, ieri mattina si sono organizzati: in una mano chi teneva il pargolo e chi teneva la telecamera per videoregistrare quanto sarebbe potuto accadere di lì a poco. Gli adulti hanno chiesto di riprendere il confronto con i pubblici ufficiali, i quali hanno acconsentito per poi ribadire quanto i genitori già sapevano dal giorno precedente. «Abbiamo fatto il massimo – conferma l’assessore Giuliana Ceccarelli – per evitare complicazioni giudiziarie, ma i fatti dimostrano che non c’è stata alternativa».

Quello in via Gorizia è stato l’unico caso. «Oggi (ieri per chi legge) – continua Ceccarelli – solo un genitore dei cinque casi in città raggiunti dal provvedimento di diniego d’accesso a scuola, ha comunque voluto imporre la propria decisione e ha lasciato il minore a scuola. I casi comunali sono concentrati in due scuole: solo in via Gorizia c’è stato il confronto cordiale, ma fermo tra le parti».

Una volta appresa la determinazione dei genitori, «un’insegnante ha preso per mano il minore che è stato a scuola – continua Ceccarelli –. La nostra linea è di accogliere. Non è che lo lasciamo in mezzo alla strada. Ma i genitori risponderanno delle loro responsabilità in Procura. Comunque il fenomeno ha una dimensione minima se si pensa che sono 5 su un totale di 1.280 iscritti tra i 12 nidi e le 13 scuole dell’infanzia comunali». Cosa faranno con il video i genitori? «Non lo sappiamo».