Benvenuti a Mondolfo . La patria dei Serfilippi

Da oltre cinquant’anni è il cognome più diffuso, seguito dai Santini e dai Vitali. Queste e altre curiosità nel libro di Sergio Anniballi che indaga pure i nomignoli.

Benvenuti a Mondolfo . La patria dei Serfilippi

Benvenuti a Mondolfo . La patria dei Serfilippi

di Sandro Franceschetti

Alla faccia del signor Rossi. Nel comune di Mondolfo è ‘Serfilippi’ il cognome più diffuso e si tratta di un primato che si rinnova da oltre 50 anni consecutivi. E’ una delle curiosità che emerge dal libro ‘Gli abitanti di Mondolfo nell’Italia che cambia’ di Sergio Anniballi, presentato sabato scorso in anteprima assoluta al complesso monumentale di Sant’Agostino. Un volume interessante, pubblicato nella collana dei Quaderni del Consiglio della Regione Marche, patrocinato dal Comune di Mondolfo e che si inserisce nell’ampio lavoro di ricerca condotto dall’Archeoclub d’Italia.

Al 31 dicembre 2020 i Serfilippi residenti a Mondolfo e Marotta erano 92, a fronte degli 86 del primo ottobre 2002 e dei 100 del primo aprile 1967: in tutte e tre le rilevazioni sul gradino più alto del podio. Sono cambiati, invece, nel corso dei 53 anni presi in considerazione, le piazze d’onore e anche le posizioni successive. Nella classifica più recente del 2020, a tallonare i Serfilippi ci sono i Santini, 88, ad appena 4 lunghezze, e in terza posizione i Vitali, a quota 85. Più staccati i Mancini, quarti a 69, e i Marinelli, quinti a 66. Chiudono la top ten i Donati e i Montanari sesti a pari merito a 65, i Rossi ottavi a 64 e i Tarini e i Tinti noni a 61. Diciotto anni prima, nel 2002, alle spalle dei Serfilippi (come detto a 86) c’erano i Gasparini a 78 (ora 12esimi a 56 insieme ai Pieroni e Sivestrini), i Santini sempre a 78, i Polverari a 70, i Tarini a 68, i Mancini e i Tinti a 66 e i Montanari e i Tonelli a 65 e i Silvestrini a 64. Nel 1967 dietro ai Sefilippi (100) c’erano i Tarini a 79, i Tinti a 72, i Donati e i Montanari a 68, i Delmoro a 64 i Santini e Tonelli a 62, i Sorcinelli a 59 e i Silvestrini a 57.

Molto bello anche il paragrafo del libro riguardante la tradizione dei soprannomi, per lo più attribuiti in lingua dialettale, che si conclude con delle tabelle contenenti circa 300 di essi estrapolati da una ricerca svolta tra il 1975 e il 1976 dal maestro Adalgiso Ricci. Tra gli altri, figurano Babozz, Bacan, Canestrucc, Fagiol, Coradella, Gaggiot, Spaghett e Tatin, fino ad arrivare a Zu-zù. Un’altra chicca di un volume di quasi 400 pagine che racchiude una mole di dati che consentono una ricostruzione di lungo periodo non solo demografica, ma anche sociale, scolastica ed economica di Mondolfo e Marotta, inserendo il percorso in ampi cenni di storia locale e nazionale. Sergio Anniballi, che per quasi 40 anni, dal 1977 al 2016, ha ricoperto il ruolo di responsabile dei servizi demografici del Comune di Mondolfo, prima di questo volume aveva già scritto due libri: uno incentrato sulla figura storica locale di Edoardo Noya e poi ‘Marotta terra di confine’.