Carovana lungo i binari e petizione popolare, per realizzare la pista ciclabile Fano-Urbino. Pomo della discordia, il progetto della ciclovia, già approvato e finanziato dalla giunta Ceriscioli, per la realizzazione della ciclovia turistica, lungo la tratta ferroviaria dismessa Fano-Urbino, a cinque metri di distanza dai binari. Progetto bocciato dall’attuale giunta di centrodestra, guidata da Francesco Acquaroli. La manifestazione, che si è tenuta ieri pomeriggio alla stazione di Cuccurano, è stata accolta da decine di ciclisti e da molti residenti. Il promotore della ciclovia del Metauro, Andrea...

Carovana lungo i binari e petizione popolare, per realizzare la pista ciclabile Fano-Urbino. Pomo della discordia, il progetto della ciclovia, già approvato e finanziato dalla giunta Ceriscioli, per la realizzazione della ciclovia turistica, lungo la tratta ferroviaria dismessa Fano-Urbino, a cinque metri di distanza dai binari. Progetto bocciato dall’attuale giunta di centrodestra, guidata da Francesco Acquaroli.

La manifestazione, che si è tenuta ieri pomeriggio alla stazione di Cuccurano, è stata accolta da decine di ciclisti e da molti residenti. Il promotore della ciclovia del Metauro, Andrea Biancani, consigliere regionale del Pd, è arrivato sul posto in sella alla sua bici, accolto dal vice sindaco, Cristian Fanesi, da Enrico Tosi, presidente della Fiab, federazione italiana ambiente e bicicletta, e da vari esponenti di associazioni ambientaliste locali che sostengono il progetto. "Abbiamo raccolto in breve tempo migliaia di firme – commenta Biancani – ed è la prova che l’idea della ciclovia piace a tutti. E’ compatibile con l’eventuale ripristino del treno turistico, integrandosi in un percorso unitario, di concerto con le singole realtà territoriali, dando ai cittadini varie opportunità, per riappropriarsi di un tracciato abbandonato da decenni". Biancani spiega poi che l’iter del progetto ha registrato alcuni stop, "per due cavilli burocratici dovuti a un errore di espropriazione dei terreni adiacenti il tracciato". "La giunta regionale – aggiunge Biancani – ha bocciato un progetto costato soldi e anni di lavoro, giustificandosi con ragioni tecniche, già superate dall’apposita conferenza dei servizi. Quindi si tratta di una bocciatura ideologica, dettata da una volontà politica ben precisa, che però va a discapito dei cittadini. Il percorso – conclude – sarebbe stato compatibile con il trasporto turistico, avendo ricevuto il parere favorevole delle Ferrovie, mentre sarebbe invece impossibile ripristinare il trasporto pubblico come in passato". Solidale con l’assessore regionale Biancani, il vice sindaco, Cristian Fanesi: "Non avrebbe senso ripristinare la vecchia ferrovia, dovremmo tra l’altro tutelare una ventina di passi carrabili, oltre alle conseguenze negative sulla sicurezza stradale". Alberto Paccapelo, ingegnere, già responsabile dell’ufficio di progettazione della Provincia, sostiene il progetto, ritenendolo "economico per i bassi costi di realizzazione e manutenzione". I residenti a ridosso della linea ferroviaria assistono sornioni all’evento, che ha sconquassato il fin troppo placido pomeriggio domenicale, ma qualcuno non rinuncia a dire la sua: "Va bene tutto, pista ciclabile o ferrovia – sostengono Antonio Ciccarelli e Sante Saltarelli – ma l’importante è che si rimedi alle alluvioni, ripulendo la zona dei binari, che si trova in condizioni di assoluto degrado". Sesta Marinelli e Ivana Vedovi si dicono favorevoli alla pista ciclabile, mentre Ermanno Cavallini, che ha lanciato la sua "bici ferroviaria", che si muove sui binari, ha spiegato la sua iniziativa per i tanti appassionati.

Marco D’Errico