Bimbi fuori dai nidi, via alla battaglia: "Graduatorie e requisiti: così non va"

Nel mirino il meccanismo: chi ha punteggio migliore può essere beffato e subire l’esclusione

Bimbi fuori dai nidi, via alla battaglia: "Graduatorie e requisiti: così non va"

Bimbi fuori dai nidi, via alla battaglia: "Graduatorie e requisiti: così non va"

La battaglia è appena iniziata. I genitori con i figli della fascia 0-3 anni, esclusi dai 13 nidi comunali sono determinati ad averla vinta. Il Comitato spontaneo "Genitori lavoratori di Pesaro" che l’anno scorso – a fronte di 200 bambini esclusi dalle graduatorie dei nidi – debuttò con la protesta dei passeggini in piazza del Popolo, assisterà martedì al Consiglio regionale per ascoltare, dalla viva voce dell’assessore regionale Chiara Biondi, cosa la Regione farà concretamente per aiutare l’amministrazione comunale di Pesaro "per garantire – dicono le mamme Ramona e Francesca, del Comitato – un servizio prioritario e fondamentale per il sostegno alla genitorialità".

Bando alla retorica: "Piuttosto – dice Francesca pronta a scommettere sul risultato prevedibile, purtroppo – perché non si monitora l’occupazione femminile delle donne con almeno un figlio? La percentuale, di anno in anno cresce o diminuisce?". A Pesaro davanti all’incertezza di riuscire a iscrivere i figli al nido comunale, c’è chi ferma un posto nel privato, pagando mediamente 130 euro che non riprenderà, qualora il figlio poi dovesse entrare nel comunale. Francesca l’ha dovuto fare per la sua bimba che nascerà ad ottobre, prenotatndo un posto per il 2025/2026. Ramona chiede al Comune maggiore chiarezza al momento di fare le iscrizioni: "Dov’è il link per iscrivere il proprio figlio alla sezione Primavera? La comunicazione, in generale, andrebbe migliorata".

Vittorio non fa parte del Comitato, ma è un neo babbo altrettanto determinato a farsi rispettare: ha scritto una lunga lettera all’assessore Camilla Murgia per ottenere una revisione dei criteri di ammissione nei nidi. In estrema sintesi, lui, come tantissimi altri genitori, non ha avuto la figlia inserita nei nidi nonostante gli alti punteggi raggiunti: "Questo sistema crea distorsioni e va rivisto – obietta –: ci sono stati dei miei amici che, con meno punteggio, hanno visto ammessi i propri figli. Mia figlia, alta in graduatoria, sarebbe entrata in altri asili rispetto quelli indicati da me al momento dell’iscrizione. Credo che il punteggio più alto dovrebbe garantire la priorità: vista la necessità, magari, un genitore che abita in centro potrebbe anche voler accettare l’asilo a Cattabrighe. Poter dire no o sì, dovrebbe essere permesso alla famiglia con il punteggio più alto. Ci sono tante altre cose che andrebbero modificate. Vorrei incontrare l’assessore per ragionare sull’argomento". Per gli stessi motivi anche il figlio di Mara non è entrato all’ultimo anno di nido: "La vedo complicatissima – commenta la giovane mamma pesarese –. Sui nonni non potrò contare per motivi di salute. Per crescere i miei bimbi ho già optato per il part time, ma con il piccolo fuori dal nido mi si prospetta un inverno in cui non potrò fare straordinari a lavoro. Siamo una famiglia numerosa e i soldi non bastano mai: le istituzioni devono rendersi conto di quanto sia prioritario dare una mano alle famiglie". Riuscire a iscrivere i propri figli al nido viene vissuto dalle famiglie come una gara ad ostacoli: i requisiti richiesti sono tanti. "Il punteggio che ne scaturisce – conclude Vittorio – credo permetta di individuare quali famiglie abbiano maggiore necessità rispetto ad altre: è quindi importante considerare le singole situazioni familiari e lavorative per garantire un accesso equo. Inoltre, a fronte di questa carenza, sarebbe utile promuovere la collaborazione tra il Comune e i centri educativi privati, al fine di non sprecare opportunità e garantire un’offerta più ampia e diversificata possibile".

Solidea Vitali Rosati