Ancona, 24 settembre 2019 - Il nonno materno di Francesco, Maurizio Olivieri e lo zio Riccardo Bonifazi, si sono costituiti parte civile nel processo contro Massimiliano Mecozzi. Processo, quello contro il medico omeopata accusato di omicidio colposo per la morte del piccolo Francesco Bonifazi, che si è aperto questa mattina ad Ancona. Francesco, 7 anni, di Cagli, è deceduto per un’otite degenerata in encefalite, curata con i rimedi omeopatici. Oggi, prima udienza di dibattimento, era il termine ultimo per costituirsi parte civile.

L'intervsta alla madre "Mio figlio morto per l'otite, non mi do pace"

E alla fine Olivieri e lo zio paterno, in qualità di erede del nonno Bonifazi, scomparso qualche mese fa, hanno deciso di prendere parte al giudizio. Il processo è stato rinviato al 14 gennaio prossimo: in questo lasso di tempo verranno valutate eventuali proposte di risarcimento ai nonni del bambino. In quella udienza verranno sentiti i primi testimoni chiamati dalla pubblica accusa rappresentata dal pm Daniele Paci.

"Si tratta di un danno non risarcibile, la nostra costituzione di parte civile ha una finalità; essere parte attiva nel processo e di sostenere l'accusa. Il motivo primario è che a nessuno capiti più una situazione simile a quella che ha vissuto questa famiglia", spiega l'avvocato Federica Mancinelli, legale del nonno materno del piccolo Francesco. "In questi mesi si sono lette tante cose - continua il legale - Noi vogliamo ripristinare l'ordine dei fatti nell'ambito della realtà processuale".

"Noi chiediamo piena giustizia per Francesco. Il danno è irrisarcibile», ha ribadito il nonno Maurizio Olivieri, a margine dell'udienza, esprimendo "grande dolore" ma anche una "profonda fiducia che il giudice riscontri le nostre
motivazioni". "Aspettiamo l'esito del processo. - ha osservato - anche se cambia poco, Francesco non c'è più. Non vorrei che 'passasse' che siamo interessati al risarcimento. Chiediamo piena giustizia per Francesco, il risarcimento è l'ultimo atto. È un danno irrisarcibile".

LEGGI ANCHE I genitori fanno ricorso

Bimbo morto per otite, condannati i genitori. Nel riquadro il piccolo Francesco Bonifazi

L'Unione nazionale consumatori parte civile contro le fake news

Anche l'Unione nazionale consumatori, oltre ai nonni materni e paterni del piccolo, è parte civile nel processo. L'associazione, ha spiegato il suo legale avvocato Corrado Canafoglia, si batte contro le fake news in particolare per la tutela della salute delle persone: "Vogliamo si faccia massima chiarezza su questa tragica vicenda perché episodi del genere non devono più accadere". L'associazione chiede 50mila euro da devolvere alla prevenzione contro le notizie false.

All'udienza non era presente l'imputato ma solo il suo legale, avvocato Fabio Palazzo. Non si sono per ora costituiti parte civile i genitori del piccino condannati a tre mesi di reclusione per concorso con Mecozzi in omicidio colposo e in attesa del giudizio d'appello. "Ci battiamo contro le fake news in particolare in ambito medico - ha osservato ancora l'avv. Canafoglia - con attività a tutto campo, anche insieme a Federfarma e agli ordini professionali, per aiutare a orientare l'utente finale sprovvisto di conoscenze tecniche, che è la strada maestra". "Tra i nostri testi e consulenti tecnici - ha riferito - ci sono big in ambito medico che si stanno battendo le contro fake news, in particolare il prof. Roberto Burioni, il dott. Salvo Di Grazia, che ha redatto per medici di base il protocollo per la problematiche sull'omeopatia, il prof. Matteo Bassetti, uno dei massimi esperti nell'ambito, e il prof. Pellegrino Conte. Sono con noi in questa battaglia e fanno parte del patto trasversale sulla scienza tra molti medici che dicono basta a queste situazioni".

Mecozzi assente

«È morto un bambino – commenta l’avvocato Mancinelli – non si può parlare di cifre davanti a una simile tragedia». Mecozzi non era in aula questa mattina, accanto al suo difensore, l’avvocato Fabio Palazzo del foro di Milano. C'era  anche l’avvocato Federico Gori, legale dei genitori del bambino, Marco Bonifazi e Maristella Olivieri. Il papà e la mamma del piccolo sono stati condannati a giugno scorso a 3 mesi di reclusione (con rito abbreviato) per concorso in omicidio colposo. Tre mesi era stata la stessa richiesta di condanna del pm Daniele Paci. Richiesta accolta dal gup dorico Paola Moscaroli.

Intanto Mecozzi, 57 anni, di Pesaro, è di nuovo tornato al suo lavoro. Scaduto (a dicembre scorso) il periodo di sospensione che gli era stato inflitto dal gip di Urbino, ha ripreso a visitare, sia a domicilio che, a quanto sembra, anche appoggiandosi in qualche studio privato di colleghi pesaresi. A Mecozzi sono stati inflitti altri 6 mesi di divieto di esercizio dell’attività medica da parte della commissione disciplinare dell’Ordine dei medici di Pesaro per violazione dell’articolo 13 del codice deontologico. Misura però bloccata dal ricorso promosso da Mecozzi, in attesa di discussione davanti alla commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie.