Vallefoglia (Pesaro), 4 luglio 2018 - Stavano lavorando all’ampliamento del depuratore di Marche Multiservizi, lungo il fiume Foglia, nell’area tra Montelabbate e Montecchio di Vallefoglia, quando si sono imbattuti in quella superficie molto più dura di una pietra. Agli operai è bastato poco per capire di aver riportato alla luce una bomba. Un ordigno di 31 chili, sganciato sul posto da un aereo inglese più di 70 anni fa, durante la seconda Guerra mondiale. Il ritrovamento è stato fatto venerdì scorso, nel cantiere di Marche Multiservizi in via Mazzini. Per fortuna, a differenza di quella rinvenuta a Fano qualche mese fa, questa pesa molto di meno e soprattutto non è stata innescata durante i lavori. Lavori immediatamente interrotti. Attivato subito il protocollo per il brillamento.

Le tappe sono state decise ieri mattina nel corso di un tavolo tecnico indetto a Palazzo ducale a Pesaro dal Prefetto Carla Cincarilli con le forze dell’ordine, gli artificieri del reggimento Genio Ferrovieri di Castelmaggiore, i Sindaci dei Comuni di Vallefoglia e Montelabbate, Palmiro Ucchielli e Cinzia Ferri, vigili del fuoco, polizia stradale, Anas, 118, Enel, Telecom, Croce rossa e Protezione civile. Sarà necessario sgomberare l’area nel raggio di più di un chilometro e mezzo. La zona è industriale, ma non mancano le abitazioni. Intanto ieri la bomba è stata messa in sicurezza. Gli artificieri hanno recintato l’area.

Il brillamento sarà fatto entro pochi giorni, dopo aver «individuato – scrive la nota della Prefettura – nello spazio di cautela specificato dagli artificieri pari ad un raggio di circa 1535 metri, la popolazione, le strutture pubbliche, le infrastrutture esistenti, la tipologia degli stabilimenti industriali presenti e le caratteristiche del territorio». Le operazioni di disinnesco saranno fatte in un giorno festivo. Dovrebbero durare, dalle prime verifiche, qualche ora. Lo sgombero e relativi disagi per i cittadini e le attività produttive sarà quindi ridotto al minimo. «È andata bene – ha commentato ieri Ucchielli – gli operai ci si sono imbattuti in quell’ordigno ma per fortuna non è successo nulla». Ancora meglio ai fanesi, che a marzo scorso si sono ritrovati con un ordigno nella spiaggia di Sassonia, innescato per sbaglio nel ritrovamento. È scattato così il conto alla rovescia per le operazioni di messa in sicurezza e brillamento. Anche in quel caso era una bomba della seconda guerra mondiale e sempre inglese.