"Carcere modello, ma gli agenti sono pochi"

Antonio Baldelli in visita alla casa di reclusione di Fossombrone. "Ho apprezzato il laboratorio ‘Luce dentro’. Esempio di creatività"

"Carcere modello, ma gli agenti sono pochi"
"Carcere modello, ma gli agenti sono pochi"

Per l’onorevole Antonio Baldelli, Fratelli d’Italia, il carcere di Fossombrone è un "modello", anche, tra gli altri motivi, per la collaborazione con l’Università di Urbino. La valutazione del deputato è venuta al termine di una visita alla casa di reclusione metaurense.

Certo, ci sono delle ombre, per esempio "qualche disagio per agenti e popolazione carceraria, a causa degli importanti lavori in corso per l’adeguamento della struttura alla normativa, e una carenza cronica di personale della polizia penitenziaria che purtroppo viene da lontano".

Ma "ciò nonostante, la realtà della casa di reclusione di Fossombrone andrebbe presa a modello soprattutto per il sostegno di cui gode da parte di tutta la comunità".

Queste considerazioni sono arrivate a margine di una visita alla struttura in cui il parlamentare ha incontrato il direttore Orazio Sorrentini, la comandante della polizia penitenziaria Marta Bianco, e alcuni rappresentanti della popolazione carceraria.

Ancora Baldelli: "La conclusione degli importanti lavori in corso consentirà di avere spazi adeguati per agenti e detenuti, migliorando notevolmente le condizioni di lavoro e di vita del carcere. Ringrazio poi il provveditorato per aver inviato 4 nuovi agenti: prova della funzionalità della cinghia di trasmissione operata da noi parlamentari marchigiani. Proprio nei giorni scorsi ho avuto un incontro con il sottosegretario Del Mastro proprio per la risoluzione di alcuni punti critici nei carceri di Pesaro e Fossombrone. Nonostante le difficoltà - prosegue Baldelli - con una carenza di personale del 40 per cento rispetto alla pianta organica, uomini e donne della penitenziaria, educatori e volontari si sono rimboccati le maniche portando avanti numerose attività coi detenuti. Fra queste va segnalato il polo dell’università di Urbino che conta 25 studenti fra la popolazione detenuta. A questi - prosegue l’onorevole- vanno aggiunti corsi di falegnameria, musica, lettura, incontri per la condivisione dell’esperienza carceraria con adeguate figure professionali e i percorsi di giustizia riparativa che qui si facevano ancora prima della riforma Cartabia".

Infine: "Ho apprezzato il laboratorio ‘Luce dentro’ le cui produzioni sono arrivate nelle mani del papa e dello stesso ministro Carlo Nordio, iniziativa sostenuta dal vescovo emerito, Monsignor Armando Trasarti. Il mio plauso al direttore Orazio Sorrentini, al comandante Marta Bianco, a tutta la polizia penitenziaria per il lavoro quotidiano che svolgono a Fossombrone con ottimi risultati".

a.bia.