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5 giu 2022

Castello di Granarola, il Comune blocca le ruspe

Morosini, il titolare: "Sto sistemando un uliveto di 200 piante. Avvierò la produzione biologica di olio. Allarme infondato"

5 giu 2022
Alcune immagini dei lavori sospesi dalla polizia locale nel Castello di. Granarola a Gradara
Alcune immagini dei lavori sospesi dalla polizia locale nel Castello di. Granarola a Gradara
Alcune immagini dei lavori sospesi dalla polizia locale nel Castello di. Granarola a Gradara
Alcune immagini dei lavori sospesi dalla polizia locale nel Castello di. Granarola a Gradara
Alcune immagini dei lavori sospesi dalla polizia locale nel Castello di. Granarola a Gradara
Alcune immagini dei lavori sospesi dalla polizia locale nel Castello di. Granarola a Gradara

Granarola è soggetta a vincoli paesaggistici. Per questo il servizio urbanistica e la polizia locale del Comune di Gradara hanno fermato le ruspe in azione nei terreni privati del "Castello di Granarola". Ad allertare i controlli sono stati alcuni residenti di Granarola che non vedendo di buon occhio le azioni di colui che ormai chiamano "Il signore del castello" hanno protestato in Comune: i tecnici durante il sopralluogo hanno letto la situazione come preparatoria alla realizzazione di un parcheggio, opera impensabile in un’area agricola inserita nel preparco del San Bartolo e per questo soggetta a vincoli ambientali. Tutto il colle San Bartolo e il litorale pesarese, infatti, sono nella Zona di protezione speciale "Rete Natura 2000" istituita con direttiva comunitaria, che tutela 132 habitat, 222 specie tra floristiche e faunistiche, in Italia.

"Come doveroso siamo intervenuti – spiega Filippo Gasperi, sindaco di Gradara –: gli uffici stanno verificando se l’opera che la proprietà ha intenzione di realizzare si concilia con un’area agricola soggetta a vincoli paesaggistici". Abbiamo cercato Marco Morosini, a cui è riconducibile la proprietà de "Il Castello di Granarola". "Non è stato presentato alcun progetto di parcheggio in zona agricola vincolata – spiega il designer –. Il progetto è iniziato nel 2007. E’ stato acquistato un uliveto abbandonato, (sono circa 200 olivi). Da anni era in vendita, ma privo di interesse nel mercato. Il suo stato si presentava ricoperto di sterpi e rovi che ne hanno limitato nel tempo la fruttuosità.

Dunque, sono stati svolti lavori di ripulitura e riportato a vigore l’uliveto. Con questo oliveto vorrei produrre un olio di Granarola privo di sostanze chimiche da poter vendere al pubblico ed hai clienti del castello. Durante i lavori è emerso il breve tratturo stradale interno che permette di accedere al fondo. Questo è stato manutenuto in modo ordinario per impedire l’affossamento ed il rischio sicurezza per i mezzi che accedono al fondo stesso. Le proteste si basano su informazioni sbagliate o, forse, strumentali". I residenti che hanno protestato si sono indignati davanti al cantiere. Per loro il verdetto è stato chiaro: "Sono lavori di sbancamento e deforestazione che danneggiano il paesaggio. L’amministrazione comunale dopo varie segnalazioni a vuoto, finalmente, con ordinanza del 13 maggio , ha disposto l’immediata sospensione dei lavori – dicono i cittadini –. Noi cittadini confidiamo nel lavoro dell’amministrazione comunale, ed in particolare degli uffici preposti, affinché dispongano il ripristino di tale area nello stato in cui si trovava e soprattutto che non vengano consentititi ulteriori interventi che deturpano l’ambiente e la bellezza naturale di Granarola, antico luogo adibito a granaio dei Malatesta".

Solidea Vitali Rosati

© Riproduzione riservata

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