Cinema in bianco e nero. La provincia contiene il calo al botteghino ma è crisi di spettatori

Prevalgono le piattaforme. E tra i giovani c’è chi non è mai entrato in una sala .

Cinema in bianco e nero. La provincia contiene il calo al botteghino ma è crisi di spettatori

Cinema in bianco e nero. La provincia contiene il calo al botteghino ma è crisi di spettatori

Il cinema è in crisi? Se si analizza il numero di biglietti venduti negli ultimi due anni per l’accesso alle sale parrebbe proprio così. Un calo che rispetto al triennio 2017-2109, ed escludendo quello degli anni della pandemia, si attesta attorno al 35%. Il dato si riferisce alle Marche mentre va lievemente meglio in provincia di Pesaro e Urbino con un calo ai botteghini che si attesta attorno al 31%.

Una diminuzione dettata principalmente dalla feroce concorrenza delle piattaforme streaming. Si è discusso di questo e di cinema nelle Marche nella tavola rotonda organizzata ieri da CNA Cinema e Audiovisivo Marche al Cinema Astra nell’ambito della 60esima Mostra internazionale del nuovo cinema. A parlare di "Cinema e grande schermo" sono stati l’attore Sergio Castellitto, il presidente nazionale di CNA Cinema e Audiovisivo, Gianluca Curti, il presidente della Fondazione Marche cultura, Andrea Agostini, il direttore della Marche Film Commission, Francesco Gesualdi, il regista e produttore Simone Riccioni. Un approfondimento dettato da usi e costumi che stanno cambiando. "E’ incredibile ma oggi – ha detto nel suo intervento Massimiliano Giometti, titolare dell’omonimo gruppo e gestore di ben 58 schermi solo nelle Marche – molti giovani, soprattutto giovanissimi, non sono mai entrati in un cinema". "Noi esercenti – ha detto ancora Giometti - stiamo combattendo una vera e propria battaglia di resilienza. I costi sempre più elevati di esercizio, le spese sostenute per gli adeguamenti tecnologici (proiettori digitali, impianti di diffusione audio), gli investimenti per aumentare il confort delle sale hanno reso sempre più costoso e difficile mandare avanti un cinema; figuriamoci poi con multisale come le nostre. Avremmo bisogno di incassi più sostanziosi e certi. Che sono poi spesso determinati anche dai prodotti, ovvero dai film che spesso mancano. E’ vero che abbiamo avuto titoli che ci hanno dato ossigeno come ad esempio il film di Paola Cortellesi o quello di Barbie ma ormai sono pochi i film capaci di riempire le sale. E’ passato il tempo dei cinepanettoni o dei kolossal americani che ti garantivano i pienoni. Sono cambiati anche gusti e abitudini della gente e lo dico chiaro; senza l’aiuto del pubblico, metà delle sale che sono rimaste avrebbero già chiuso i battenti".

Anche l’attore e regista Sergio Castellitto è convinto che la battaglia per portare la gente al cinema sia tutt’altro che facile e che non esiste una ricetta: "dobbiamo solo imparare a fare bene ciò che sappiamo fare e tornare ad esempio a fare la commedia all’italiana in cui eravamo maestri".

C.Sal.