Coronavirus, operatori sanitari protetti (foto Crocchioni)
Coronavirus, operatori sanitari protetti (foto Crocchioni)

Pesaro, lunedì 6 aprile 2020 - Ormai la diffusione del coronavirus nelle Marche è in frenata prolungata e ci sarebbe da tirare un sospiro di sollievo se non fosse per il numero dei caduti, che segue un andamento ritardato di quattro-cinque settimane rispetto alla rilevazioni statistiche. Così si spiega come nelle ultime 24 ore ci siano stati altri 18 morti, tredici in meno del picco di giovedì, ma comunque un bagno di lacrime, che fa salire il bilancio delle vittime a 359 nel pesarese, 630 in tutte le Marche.

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Nell'ultima tornata di decessi, anche un sessantunenne che si somma ad altre due vittime di Pesaro, un paziente di Vallefoglia, uno di Montecalvo, uno di Terre Roveresche e due di Fano che pur non soffrendo di altre patologie sono stati stroncati dal virus.

In compenso cala la pressione sulle terapie intensive (30 i ricoverati tra gli ospedali Pesaro e Urbino, erano 38 ieri) e crescono i guariti (296 a livello regionale).

Da segnalare inoltre il raddoppio dei malati sintomatici (1211 a Pesaro-Urbino, erano 635 dieci giorni fa) che stanno affrontando il decorso della malattia al proprio domicilio. Il loro aumento è legato anche al fatto che senza il doppio tampone non possono essere dichiarati guariti.

“Il primo aprile è iniziata la discesa – ha detto in videoconferenza il presidente Luca Ceriscioli intervenendo in Consiglio regionale – La nostra curva epidemiologica ora si scosta da quella della Lombardia e si è avvicinata alla specificità cinese. Tutto questo grazie alle misure di contenimento”. Tra le novità, la possibilità di adottare anche nelle Marche l’obbligo nell’uso della mascherina o di altri dispositivi per tutti