Final Eight di basket a Pesaro (foto Ciamillo)
Final Eight di basket a Pesaro (foto Ciamillo)

Pesaro, 25 marzo 2020 - Se la partita di Champions League tra Atalanta e Valencia è stato il detonatore del contagio a Bergamo, è sempre più legittimo pensare che le Final eight di basket a Pesaro abbiano avuto lo stesso effetto in provincia e, in parte, a Rimini. Nessuno lo può dire con certezza, ma l’ipotesi che circola da settimane prende corpo e riceve ulteriore forza proprio dal parallelismo con la partita di calcio.

"Atalanta-Valencia potenzialmente è stato un detonatore, ma lo possiamo dire ora, con il senno di poi», ha commentato ieri Antonio Borrelli, capo della Protezione civile. La gara si giocò il 19 febbraio a Milano e lo stadio di San Siro si riempì di 43mila tifosi bergamaschi e circa 2.500 spagnoli. Il coronavirus che ha travolto la città lombarda, ha avuto effetti notevoli anche a Valencia, compreso il club calcistico, di cui il 35% dei componenti è risultato positivo. 

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Le Final eight di basket si sono giocate alla Vitrifrigo Arena dal 13 al 16 febbraio e hanno portato in città circa 35mila tifosi, molti dei quali dalle zone del Nord dove il Covid-19 si stava diffondendo. Tifosi che sono stati al palasport, hanno soggiornato negli alberghi cittadini, mangiato nei ristoranti e girato nei bar.

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Che in quei giorni si sia sviluppato il focolaio pesarese del Covid-19 è una possibilità prima sussurrata e poi ormai espressa apertamente, anche dal sindaco Matteo Ricci, ma soprattutto non esclusa dal virologo Roberto Burioni in un’intervista pubblicata dal Carlino alcune settimane fa.

D’altronde sembra difficile trovare altre spiegazioni che diano un senso al ‘salto’ geografico del virus, che dopo aver infettato il Nord, ha fatto irruzione da noi senza causare gli stessi danni in buona parte dell’Emilia Romagna. Non avremo mai la certezza, ma forse stiamo davvero pagando a caro prezzo quel fine settimana di sport e spettacolo.