Covid: giovani sotto la lente d'ingrandimento
Covid: giovani sotto la lente d'ingrandimento

Pesaro, 25 maggio 2020 - "Non puntate il dito solo contro di noi, anche gli adulti sono colpevoli". Oppure: "Vero, tra noi ragazzi c’è anche gente irresponsabile, io lo sapevo che alla fine il virus sarebbe arrivato a colpire anche i ragazzi". Oscillano tra pretesa di innocenza e assunzioni generiche di colpa, le reazioni di alcuni giovani sentiti ieri a fine mattina, in viale Trieste. La notte del sabato è trascorsa, pare, tranquilla in tutta la provincia: pochi assembramenti, zero multe.

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La movida non pare aver fatto danni. Il mattino dopo, a Pesaro, viale Trieste è semi-dormiente: nei bar diverse sedie vuote, gente dall’aria stanca, anche tra i giovanissimi. Si annuncia un’estate con la sordina, che non piace a nessuno, pensa se hai vent’anni. L’appello del governatore Luca Ceriscioli è appena rimbalzato sui social, sostenuto dai numeri del Gores. Lampeggiante rosso acceso: "I dati degli ultimi giorni evidenziano un abbassamento sensibile dell’età dei positivi: negli ultimi 7 giorni il 75% dei casi è under 35. Giovani con pochi sintomi, ora in isolamento a casa poiché non necessitano di ricovero ospedaliero. È importantissimo non vanificare i risultati ottenuti nei mesi precedenti - dice Ceriscioli – e quindi è indispensabile che anche ora tutti continuiamo a rispettare le regole anti-contagio: mascherine, distanze ecc.... E queste regole riguardano tutti, giovani e adulti. Non possiamo permetterci di tornare indietro".

Eccoli, i giovani, ad esempio una coppia di ventenni pesaresi: lui si chiama Emanuele Fratesi, ha 23 anni, fa l’idraulico, lei Francesca Barile, 24, istruttrice in palestra, e studentessa di Scienze Motorie a Urbino. Fisici scultorei, passeggiano al porto. "Immaginavo che una volta finito il lockdown – dice Francesca – sarebbe finita così, col fatto che parecchi della nostra età avrebbero fatto come niente fosse. Il clima di paura che c’era prima è finito, adesso vedi gente anche senza mascherina, si sentono tutti più liberi, e dopo due mesi di buio è anche normale. Poi pensi che se sei giovane il virus è meno aggressivo, dici ’a me non capita’, e quindi ti lasci andare. Perchè in effetti è difficile vivere con tutti questi paletti. L’altra sera siamo andati al ristorante, il titolare ci ha chiesto se stavamo insieme, se no doveva metterci in posizioni distanziate. E’ dura campare così". "La cosa che mi pesa di più? – dice lui, Emanuele - La spiaggia bloccata, è da un mese che stiamo parlando se prendere l’ombrellone o no, e in quanti".

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Altro gruppo, tre ragazze, si bevono un cappuccino da Juri: due 17enni, la terza, Cecilia, ha compiuto 18 anni da poco, ma ha festeggiato solo con le video chiamate: "Cosa ci manca di più? Ecco, poter festeggiare un compleanno come un tempo", dice Cecilia, e "soprattutto – aggiunge l’amica – le feste in discoteca, rimandarle all’anno prossimo è un disastro". Due frequentano lo Scientifico, una il classico. "Ok – dice la ragazza del classico – saranno in crescita i casi positivi tra i giovani, ma perchè puntare il dito contro di noi? E gli adulti allora? Forse i positivi in crescita dipendono dal fatto che in effetti dopo la fine del lockdown usciamo anche noi, prima eravamo tappati in casa". "Ma di certo non siamo solo noi a sbagliare – aggiunge l’amica – anche se tra noi ragazzi ce ne sono tanti irresponsabili". Al mare? "Abbiamo preso l’ombrellone in otto. Faremo a turni di quattro. Ma io spero – aggiunge la più ottimista – che l’estate si porti via il virus".