Così Cruciani ha vestito i big del Festival

Lo stilista originario di Cantiano ha curato il look del gruppo La Sad, di Donatella Rettore e Gemelli Diversi nella serata delle cover

Così Cruciani ha vestito i big del Festival

Così Cruciani ha vestito i big del Festival

Se buona parte del service tecnico sul palco dell’Ariston a Sanremo parla pesarese anche nella moda la firma della provincia di Pesaro e Urbino c’è. E si sente. Angelo Cruciani ha vestito il gruppo La Sad e Donatella Rettore e i Gemelli Diversi nella serata delle cover con lo styling di Pablo Patanè.

Un ritorno per lo stilista originario di Cantiano, e da anni in pianta stabile a Milano, con il suo brand Yezael al Festival dove vestì anche il vincitore Fabrizio Moro.

"Volevo tornare a Sanremo per dare visibilità a tutti coloro che usualmente vengono giudicati per il loro aspetto, la società spesso sottovaluta i contenuti e le esigenze di giovani che non si sentono rappresentati dalla collettività - racconta Cruciani che nei giorni scorsi, a esplosione, ci ha deliziato con una serie di scatti da backstage - . E’ stato un Sanremo ribelle da parte di tanti artisti, il consumismo ci schiaccia sempre di più e la libertà di espressione rischia di essere lapidata".

Yezael disegnato da Angelo Cruciani ha sempre nel suo manifesto stilistico un gusto che piace ai giovani e giovanissimi, non conformista, ma che valorizza le differenze per creare dei look molto interessanti.

Per La Sad Cruciani, gruppo new punk, che presentava la canzone Autodistruttivo ha pesato alla la prima serata proponendo un omaggio al movimento ribelle e anticonformista nato negli anni 70 a Londra, a Vivienne Westwood e a tutte le ragazze ribelli.

Quindi grande uso di spille da balia, reggiseni delle fans, catene, manette, kilt, capi bruciati e altri dettagli. Colore e provocazione che lo stilista ha mixato con alcuni suoi pezzi custom e vintage della Westwood. Sinfonia elettrizzante.

I La Sad si sono poi esibiti con Donatella Rettore nel giorno dei duetti. I ragazzi si presentano sul palco con camici da medico per poi rivelare tutta la fragilità dell’esistenza che spesso viene socialmente non accettata e nascosta, tema spesso proposto e denunciato da Cruciani con le sue collezioni.

I corpi sono avvolti nel nastro adesivo con la scritta fragile: un elemento che combina consumismo e attaccamento alle nostre abitudini.

Sulla base della canzone Lamette di Rettore, il significato del prendersi cura assume molti significati, soprattutto uno rivolto ai giovani della generazione Z: essere fragili non è una vergogna. Donatella Rettore, sempre in Yezael, aveva una giacca ricoperta di cuori, ali e teschi, simbolo dell’ incontro tra paura e amore.

I Gemelli Diversi, che hanno cantato con Mr Rain venerdì sera, indossavano un outfit total black, nero puro, portando all’Ariston un loro indiscusso successo come Mary.

Ovvero una delle prime canzoni di denuncia verso le violenze domestiche.

Francesco Pierucci