Simone Lodovici, 49 anni, donatore Avis e atleta master di pattinaggio
Simone Lodovici, 49 anni, donatore Avis e atleta master di pattinaggio

Pesaro, 26 maggio 2020 - L’ospedale Marche Nord sarà il primo in regione a partire con i prelievi di plasma iperimmune per la cura dei pazienti affetti dal Covid-19. La terapia con il plasma, ricco degli anticorpi sviluppati dal guarito, è infatti una delle strade che si stanno percorrendo per trovare una cura a un virus per il quale al momento non esistono vaccini o soluzioni definitive.

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Il primo prelievo di plasma avverrà dunque domani, mercoledì 27, poco prima delle 13, all’interno del Polo Trasfusionale dell’ospedale cittadino, diretto da Carlo Pazzaglia. "Marche Nord è il primo ospedale a partire con questa procedura - dice il dottor Pazzaglia –: nella difficoltà del momento, abbiamo avuto la fortuna di avere donatori che hanno compreso subito la situazione e risposto, come al solito, con slancio e generosità, grazie anche alla collaborazione dell’Avis. Il fatto di essere stati scelti come uno dei centri di riferimento nelle Marche per la sperimentazione del plasma iperimmune ci rende fieri e nello stesso tempo ci responsabilizza molto".

A rispondere all’appello, tra i tanti che si sono resi subito disponibili, c’è Simone Lodovici, 49 anni, pesarese, atleta master di pattinaggio. Sarà proprio lui il primo a dare, domani, il suo contributo nella lotta al Covid; lui che, già dalle prime analisi, aveva colpito i medici per le caratteristiche del suo plasma, particolarmente ricco di anticorpi. "Mi hanno chiamato stamattina - racconta emozionato - e mi hanno detto che i miei anticorpi, messi a contatto con il virus a diverse diluizioni, risultavano particolarmente efficaci. Quindi mercoledì andrò a sottopormi al prelievo di plasma, che non ho mai fatto".

Sebbene infatti Simone sia iscritto all’Avis, per altro non da tantissimo tempo, finora aveva sempre donato solo il sangue. Ed un semplice prelievo di sangue è stato anche il test per stabilire l’idoneità, poi confermata dai laboratori di Ancona: "So che la procedura può durare da 30 a 45 minuti, mi hanno detto che posso mangiare qualcosa a metà mattina, e poi probabilmente dovrò stare un po’ a riposo. Ma sinceramente io, la prima volta che ho donato il sangue, poi ho fatto 60 chilometri in bici, quindi mi sento abbastanza tranquillo".

Tranquillità a parte, Simone è ben consapevole del valore del suo gesto, che ha atteso sin dagli inizi della malattia: "Ho avuto il Covid a marzo, 13 giorni con 39 di febbre. E’ stata dura, ma affrontabile. Già da allora sentivo parlare di questo plasma iperimmune, e pensavo che dopo che fossi guarito avrei sicuramente cercato di essere d’aiuto a qualcun altro. A me non costa nulla e può significare tanto. E poi volevo fare qualcosa di concreto dopo tutte le chiacchiere e le bufale che ho letto sui social in questi mesi. Il momento è arrivato, e sono molto contento. So per altro che il plasma può anche essere conservato in previsione di una eventuale nuova ondata. Invece non so se potrei donare una seconda volta. Ovviamente, se servisse, lo farei".