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20 apr 2022

Covid, vaccini al Ristò, avviso di 'sfratto'. Si ridisegna la strategia

I locali all’Iper dovranno tornare nelle disponibilità del privato. Il direttore dell’Area Vasta Magnoni: "Forse non servirà più quel genere di spazi". Niente da fare per la nuova sede del Distretto a Muraglia

benedetta iacomucci
Cronaca
Sopra, il centro vaccinale all’Iper. A destra, il direttore di Area Vasta Romeo Magnoni
Sopra, il centro vaccinale all’Iper. A destra, il direttore di Area Vasta Romeo Magnoni

Pesaro, 20 aprile 2022 - Avviso di ’sfratto’ per il centro vaccinale al Ristò. Se gli scenari epidemiologici sono ancora ignoti, una cosa è certa: difficilmente la campagna vaccinale potrà continuare negli spazi dell’Iper Rossini. A preannunciarlo è il direttore dell’Area Vasta 1 Romeo Magnoni. "Dalla fine di giugno i proprietari del Ristò ci hanno comunicato che avranno bisogno di rientrare in possesso dei locali che finora abbiamo utilizzato per la campagna vaccinale. Quindi sicuramente dovremo trovare altri spazi".

Che tipo di spazi?
"Dipende molto da come evolverà la situazione a livello epidemiologico e dalle modifiche alle politiche vaccinali a livello governativo. Se per esempio ci sarà l’accordo con i medici di medicina generale e la vaccinazione anticovid – salvo varianti – diventerà routinaria, non avremo bisogno di spazi così ampi. Al momento comunque la situazione è in via di definizione e certo non possiamo permetterci di smantellare tutto, benché le vaccinazioni siano davvero pochissime".

Negli altri centri vaccinali com’è la situazione?
"A Urbino non ci sono problemi. Invece anche a Fano ci stiamo guardando intorno, perché il Codma ci pone problemi di gestione e di costi. Se ci vengono incontro, anche presumendo volumi vaccinali inferiori, possiamo trovare un accordo".

I problemi logistici riguardano anche la sede del distretto in via XI febbraio, per la quale state cercando una nuova sede. A che punto siete?
"Purtroppo l’ipotesi relativa al capannone che avevamo individuato in strada dei Colli, a Muraglia (praticamente la strada che va a Trebbiantico) è sfumata. Era una struttura privata di 2400 metri quadrati, un’ex fabbrica di mobli molto luminosa, perfetta anche come posizione. Ma occorreva un investimento molto importante da parte del privato per renderla fruibile. E i nostri contratti d’affitto sono di 3/6 anni, per cui hanno rinunciato".

Parliamo dei servizi sanitari. C’è il grosso problema della carenza dei medici di continuità assistenziale, ovvero le guardie mediche.
"Il problema purtroppo persiste. Abbiamo aumentato i compensi da 24 a 41 euro per i medici che devono coprire anche altre aree scoperte (come Pesaro con Vallefoglia e Gabicce) e giovedì scorso abbiamo attivato un centralino che in automatico risponde e passa la chiamata alla postazione operativa in quel momento. Ma il problema è che non si trovano medici disposti a fare i notturni, ed è lì che siamo drammaticamente carenti. L’entroterra ancora tiene, ma su Pesaro, Montecchio, Gabicce, Fano e Mondolfo siamo scoperti".

Sono ’scoperti’ anche molti reparti del territorio. A quando l’arrivo dei nuovi direttori?
"Provvederemo a nominare presto il direttore dell’Ortopedia, che prenderà il posto del dottor Mulazzani. Poi toccherà alla Pediatria di Urbino e il direttore della Veterinaria che subentrerà al dottor Giuseppe Giovannelli. Abbiamo bandito i concorsi per la Medicina a Pergola, entro luglio, dato che il primario Paolo Luccarelli andrà in pensione il 30 giugno. E poi finalmente toccherà alla Medicina di Urbino, finora gestito dal primario facente funzioni Anna Maria Cupertino. Inoltre a Urbino stiamo cercando di reperire ulteriori fondi oltre ai 330mila del ministero per intervenire sul pronto soccorso, creando percorsi separati".

Novità su Sassocorvaro e Fossombrone?
"A Sassocorvaro è tutto fermo: la nostra proposta al privato è l’attivazione di 20 posti letto, 10 di lungodegenza e 10 di cure intermedie. Attendiamo il riscontro da Villa Montefeltro. A Fossombrone invece attiveremo presto altri 10 posti letto dell’Hospice".

 

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