Domenica Ercolani mentre il dottor Danilo De Santi le somministra la dose di vaccino
Domenica Ercolani mentre il dottor Danilo De Santi le somministra la dose di vaccino

Pesaro, 1 aprile 2021 - Classe 1910: Domenica Ercolani a luglio spegnerà 111 candeline. Ieri ha prestato il braccio al suo dottore – Danilo De Santi – per ricevere il vaccino antiCovid. Con cortesia il medico l’avverte: "Domenica...". Lei si volta verso di lui: "Dimmi gioia...". "Le faccio il vaccino così campi altri 100 anni...". "Che Dio ti benedica" risponde veloce.

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La puntura di per sé dura il tempo di “un amen“. Molto di più ci impiegheranno De Santi e Alessandra, classe 1936, figlia di Domenica, a compilare certificazioni e moduli. Per tutelare la signora ultracentenaria, De Santi provvederà, di lì a poco, a vaccinare i conviventi tra cui anche Raffaele, il genero. "Dovrei vaccinare anche l’assistente", osserva il medico, riferendosi a Cristina, 30 anni, la badante moldava. Lei è d’accordo e si metterà in lista. "Certo che tutta questa confusione su AstraZeneca non aiuta – dice il dottore sperando che il suo appello si diffonda sulle ali del buon senso –. Su AstraZeneca si sta facendo confusione. Addirittura nei centri vaccinali cominciano a fare una serie di distinzioni a seguito delle notizie che si rincorrono, ma che non hanno riscontro in nessun atto ufficiale". Tipo? "Accade che a chi prende la pillola dicono di sospenderla fino a quando sarà fatta la seconda dose. Girano voci che prima di fare il vaccino è necessario fare gli esami per la coagulazione. Cose che, ripeto, non sono scritte da nessuna parte".

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Domenica Ercolani ascolta il suo dottore. Parla piano e poco, ma il gusto della battuta non le manca. "Lo tratto sempre bene –, dice riferendosi al suo medico –, con gli anni che ho...". Ride. Lei ha vinto la vita. E’ contenta? le chiediamo. "Cosa ho vinto? A beh...anche troppa fortuna, in verità – dice –. Sa...la mia età è faticosa. Ho sempre lavorato, ma per vivere ci vogliono miliardi. Troppo. Però io ho sistemato tutto". Domenica indossa i guanti di lana bianca. De Santi non dice nulla, sorride affettuoso. "La mamma vuole le mani calde – spiega Alessandra – anche se non serve a combattere i reumi che le hanno torto le mani. Ma se ha questa invidiabile salute è perché è stata molto all’aperto, le ha tenute sempre nella terra: da casalinga, moglie di Cristoforo, capostazione ferroviario, oltre a curare la famiglia ha avuto sempre la passione per l’orto e il giardino pieno di fiori di via Tommaseo. Un vero pollice verde il suo". De Santi conferma: "E’ una roccia. Ho provato due anni fa con la pillola della pressione, ma ho visto che crinava l’armonia del suo fisico. Gliel’ho tolta e sta meglio".

Con orgoglio Domenica ci fa notare che è seduta sulla sedia a rotelle per comodità: segue meglio la tv di Padre Pio perché altrimenti sa reggersi sulle proprie gambe. Solo la foto del santo di Pietrelcina ha posto sul comodino pieno di immagini di cari. La più grande incorniciata è quella del figlio Sisto, medico di famiglia, morto nel 1994 per un tumore. "Ecco, non le malattie, ma la scomparsa prematura di mio fratello è stato il dolore più grande che ha segnato mia mamma", dice la figlia Alessandra. E di eventi Domenica ne ha affrontati: aveva 8 anni quando il mondo è stato minacciato dalla Spagnola, ha superato due guerre mondiali solo per dirne alcuni. "Mia mamma è serena – conclude Alessandra –. Vive con noi da quando ha sventato un furto nella sua vecchia casa. Ma quello non lo cita mai. La sera quando vuole ricordare il suo passato mi chiede delle galline che aveva nel dopoguerra e dell’insalata da raccogliere nell’orto".