Croce sul Petrano a Cagli, la battaglia d'altri tempi che torna attuale

Cagli, 1950: i ragazzi della Gioventù Italiana posizionano una croce in cima al Petrano, scatenando una battaglia tra le forze comunali e i ragazzi. La croce è ancora visibile oggi.

Croce sul Petrano a Cagli, la battaglia d'altri tempi che torna attuale

Croce sul Petrano a Cagli, la battaglia d'altri tempi che torna attuale

Il dibattito innescatosi a livello nazionale sulle croci posizionate sulle cime montagne italiane – c’è chi vorrebbe aggiungerne di nuove – ha fatto tornare alla mente dei cagliesi più attempati ricordi di diversi decenni fa. Erano i primi anni ‘50 quando i ragazzi della Gioventù Italiana che soggiornavano nella vecchia colonia in cima al pianoro del Petrano, decisero di posizionare una croce in legno nel punto più alto denominato “La Montagnola“. Tagliarono una pianta con il fusto ben diritto e realizzarono una croce che piazzarono in cima alla “Montagnola“ con il consenso dei loro addetti alla sorveglianza. La cosa non fu gradita alla allora amministrazione guidata dal Pci ed in un clima di “guerra fredda“, il sindaco di allora Luigi Arduini con il consenso dell’intera giunta socialcomunista, ordinò ai vigili urbani ed alcuni dipendenti comunali di salire sul Petrano e rimuoverla.

Si ingaggiò una vera battaglia di fronti contrapposti con i ragazzi della colonia in difesa della loro croce e i vigili comunali che ebbero non poche difficoltà per rimuoverla. Con la croce rimossa, tutto sembrava tornato alla normalità ma i ragazzi di notte recuperarono la croce e di nuovo la riposizionarono in cima alla “Montagnola“ del Petrano a circa 1.200 metri di altezza. Vigili ed addetti comunali tornarono di nuovo e la croce fu rimossa; caricata su un mezzo venne trasferita a valle tra le nuove proteste dei ragazzi. Visto l’accaduto, i ragazzi scesero a piedi fino al centro storico di Cagli e iniziarono a protestare di fronte alla casa del sindaco, rumoreggiando con cori e proteste. Il caso divenne subito di rilevanza, oltrepassò i confini comunali: giornali e politici si interessarono alla protesta. Dopo qualche giorno anche il sindaco si arrese e i ragazzi della Gioventù Italian ricostruirono e piazzarono di nuovo una croce nel punto più alto del pianoro. Qualche tempo dopo la provvisoria croce in legno venne sostituita con un piccolo basamento in cemento con sopra una croce in ferro che tutt’ora è ben visibile da molto lontano. Una battaglia d’altri tempi che rispecchiava il clima di contrapposizioni ideologiche che caratterizzarono il primo periodo del dopoguerra ora torna attuale.

Mario Carnali