Cultura in lutto per la morte del professor Giorgio Pedrocco

Grande esperto della storia delle innovazioni tecnologiche, diede impulso alla creazione di musei nella nostra provincia.

Cultura in lutto per la morte del professor Giorgio Pedrocco

Cultura in lutto per la morte del professor Giorgio Pedrocco

E’ morto a 84 anni il professor Giorgio Pedrocco, già docente all’Università di Urbino prima e di Bologna successivamente. Lascia la moglie Eva, la figlia Sandra e tanti amici anche nel nostro territorio. A Urbino Pedrocco era professore di Storia della scienza e della tecnica, a Bologna divenne titolare della cattedra di Storia delle innovazioni tecnologiche.

Pedrocco è stato un grande divulgatore storico, anche molto attivo sui territori per creare musei, dar vita a istituzioni culturali che raccogliessero la memoria dell’industrializzazione. "Il suo impegno è stato notevole – racconta un suo grande amico e collaboratore, Gianni Lucerna di Urbania, ricercatore e divulgatore storico – sia in ambito nazionale, con lavori inerenti la specializzazione, sia in ambito provinciale, come a favore dell’Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche. Il suo contributo è stato determinante anche su iniziative museali diffuse, mostre, corsi di aggiornamento, e tante pubblicazioni".

"Per me – prosegue Gianni Lucerna – il suo aiuto (un sodalizio durato un cinquantennio) è stato fondamentale per la realizzazione del Museo di storia dell’agricoltura e artigianato di Urbania e successivamente nella progettazione e attuazione della rete dei musei demoantropologici dell’alto Metauro (Rete Musei Partecipati). Ultima iniziativa il contributo disinteressato dato, con consigli e interventi, nell’allestimento del museo del Mulino di Ponte Vecchio di Colbordolo. Con la sua morte perdo un grande amico, noto tra tutti anche per la gentilezza, disponibilità e profondità del sapere".

Anche l’Università degli Studi della Repubblica di San Marino ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Giorgio Pedrocco, "accademico di cui ha apprezzato l’impegno, la professionalità, l’umanità e la cultura nell’ambito del Consiglio scientifico del Centro Studi Permanente sull’Emigrazione - Museo dell’Emigrante, che ha contribuito a fondare".