Grafico di Borsa
Grafico di Borsa

Pesaro, 19 ottobre 2019 - Gli impiegati pubblici hanno dei vantaggi ma anche degli stringenti doveri: innanzitutto lavorare per il pubblico e in secondo luogo dimostrare di meritarsi lo stipendio. Invece un impiegato dell’Inps di Pesaro, secondo i primi accertamenti investigativi, preferiva investire in borsa on line durante l’orario d’ufficio con lauti guadagni, tanto che si vantava pure. Il problema è che lo faceva mentre era al lavoro nel suo ufficio dell’Inps, nella sede di Pesaro, in via Gramsci, dove lavorava part-time. L’uomo, un fanese sulla quarantina, sposato, che eserciterebbe anche l’attività di broker, tra un faldone di pratiche e l’altro, era sempre connesso, per vendere a acquistare titoli azionari, finché nei giorni scorsi non s’è visto dinanzi alla sua scrivania i militari della Guardia di Finanza.

Sorpreso e impaurito per l’inattesa visita, l’impiegato è stato invitato a consegnare il suo computer portatile e lo smartphone. Ha avuto solo il tempo di telefonare al suo avvocato, prima che i militari lo portassero in caserma per interrogarlo. Il fanese dovrà chiarire se e da quanto tempo, come apparso in modo evidente, svolgesse la sua attività di broker anche durante gli orari di servizio in ufficio.

Ascoltato a lungo dagli investigatori, che hanno avviato tutti gli accertamenti e riscontri opportuni, anche raccogliendo la testimonianza di alcuni testimoni, l’uomo è rientrato il giorno successivo regolarmente in servizio presso il suo ufficio Inps, in attesa di eventuali provvedimenti dell’Autorità giudiziaria.

L’episodio ha destato molto clamore tra i dipendenti degli uffici di via Gramsci, dove non era mai accaduto nulla di simile, e l’arrivo dei finanzieri (alcuni in borghese) ha attirato l’attenzione di tutti. Pare che il controllo sia scattato in seguito a una segnalazione, giacché l’impiegato non era passato inosservato a molti colleghi per la sua attività extra.

Preso dall’entusiasmo quando otteneva un cospicuo guadagno in Borsa, non tratteneva la gioia con i vicini di scrivania, vantandosi della sua abilità in modo a volte plateale. Cosicché col passare del tempo la voce si è sparsa, fino ad arrivare all’orecchio di qualcuno che, forse un po’ invidioso per i suoi lauti guadagni, ha deciso di mettere al corrente le forze dell’ordine. E così, mentre l’impiegato batteva già i polpastrelli sulla tastiera, scrutando con trepidazione gli indici di mercato, sono spuntati i finanzieri col decreto di sequestro di pc e telefonino.

Si ipotizza per l’impiegato dell’Inps la violazione del testo unico bancario. Ma è ancora presto per definire le sue eventuali responsabilità. Intanto non sembra fare più trading in ufficio. E’ già un risultato.