"Io credo che dopo il settore del turismo, quello che sta pagando di più in termini di lavoro sia il nostro, e cioè quello che lavora nell’ambito della moda", dice Michele Fuligni, ad della Incom di Urbania, società con 120 dipendenti, una delle aziende storiche della provincia. "E noi – continua Fuligni – siamo tra quelli meno penalizzati perché lavoriamo molto per l’export che equivale a circa 80% della nostra produzione. Questo perché nei paesi del Nord Europa la domanda ancora tira"

E il mercato interno?

"In Italia produciamo per noti brand, ma il problema vero è che sono calati i consumi. Questo anche perché durante il periodo del lockdown è cresciuta fortemente la vendita dei prodotti on line ed Amazon sotto questo profilo sta ammazzando il mercato per cui non sappiamo quanti negozi chiuderanno alla fine dell’estate".

Ma i clienti esteri che avete...

"Il nostro miglior cliente è un marchio svedese che

vende però soprattutto on line ed ha aumentato le vendite".

Il futuro?

"Questo è un problema perché non sappiamo cosa succederà da settembre in poi".

Adesso come vanno le cose?

"Rispetto ai tempi migliori siamo sotto di un 30%"