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29 apr 2022

Doppio cognome alla figlia, primo provvedimento a Pesaro dopo la Consulta

La donna ha visto riconosciuto il proprio ricorso, nonostante l'opposizione del padre. Il tribunale ha ordinato il cambio dello stato di nascita della bimba

29 apr 2022
alessandro mazzanti
Cronaca
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Doppio cognome, primo provvedimento a Pesaro
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Doppio cognome, primo provvedimento a Pesaro

Pesaro, 29 aprile 2022 - E’ quello di Pesaro il primo tribunale in Italia che accoglie il ricorso di una madre che ha chiesto di far adottare anche il proprio cognome, oltre a quello del padre, alla figlia. Questo a pochi giorni  dalla pronuncia della Corte Costituzionale, che sancisce appunto la possibilità del doppio cognome.

Il Tribunale di Pesaro, in formazione collegiale, e a firma del giudice Davide Storti,  con provvedimento emesso ieri e depositato oggi, ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Andrea Nobili e Bernardo Becci dello studio ’NBBZ’ di Ancona, per la madre di una minorenne che chiedeva il riconoscimento anche del cognome materno al figlio, nonostante l’opposizione del padre.

Il figlio è in realtà una ragazzina circa 10 anni, che vive da tempo con la madre, la cui relazione con il compagno (i due non sono sposati) è finita tempo fa. E' stata la donna un paio di mesi addietro a rivolgersi agli avvocati dorici per ottenere il doppio cognome, anche se il padre della ragazzina si era opposto a questa richiesta. 

"Abbiamo presentato il ricorso sulla base di un precedente e chiaro orientamento della Suprema corte - dice l’avvocato Nobili - e il tribunale di Pesaro, già ieri, richiamando le conclusioni della sentenza del giorno prima, ha emesso il provvedimento depositato oggi". Il  tribunale di Pesaro ha poi ordinato all’ufficiale dello stato civile del Comune dove risiede la minorenne la modifica dello stato di nascita, aggiungendo il cognome materno.  

"Una sentenza storica e un passo in avanti verso la pari dignità dei ruoli", esulta il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci. "I Comuni faranno quanto in loro dovere per agevolare le pratiche ma spetta al Parlamento fare una legge - aggiunge Ricci - . La società civile e anche i magistrati sono un passo avanti e in sintonia con il Paese reale".

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