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17 apr 2022

Dov’era prima il patriottismo regionale?

franco
Cronaca

Franco

Bertini

utti i sindaci e i parlamentari marchigiani devono spogliarsi della loro appartenenza politica e indossare la casacca delle Marche, bisogna fare squadra tutti insieme per far sentire forte la voce delle Marche al Ministero delle infrastrutture e a Rete ferroviaria italiana per il bene di tutti i marchigiani". Un richiamo al patriottismo regionale e un bell’epitaffio marmoreo a sepoltura delle ambizioni di Matteo Ricci e il suo arretramento ferroviario cittadino. Se non fosse chiaro ce n’è ancora: "Non possiamo condividere strategie da solista, che rischiano di mandare all’aria tutti gli sforzi delle amministrazioni locali e della Regione Marche per disegnare una visione unitaria e complessiva delle infrastrutture. Abbiamo bisogno di un gioco di squadra per arrivare ad ottenere una soluzione equilibrata tra le esigenze trasportistiche nazionali e lo sviluppo economico dei territori dove vivono e lavorano le nostre comunità". Lo affermano Mondolfo Marotta, Senigallia, Falconara, Porto Recanati, Civitanova Marche, Porto Potenza Picena, Porto San Giorgio, Fermo, Pedaso, Cupra Marittima e San Benedetto. E meno male che dopo è Abruzzo. La prossima mossa sarà sdraiarsi sui binari con addosso la fascia da sindaco. Il peccato originale sta come sempre all’inizio: Ricci ha sbandierato questa opportunità come una sua vittoria personale invece che una specie di imposizione subita da quelle teste matte delle Ferrovie che mettono traversine e binari come sta bene a loro. Allora, contro il nemico che veniva a fare il suo comodo in casa nostra sarebbe stato lui a rivendicare comunione d’intenti. Ma invano. Per quanto riguarda gli "sforzi delle amministrazioni locali e della Regione Marche per disegnare una visione unitaria e complessiva delle infrastrutture" non ricordiamo atti di eroismo dei firmatari contro lo scandalo della "incompiuta" della Guinza ma forse avevano la visione offuscata dalla Quadrilatero. Caro sindaco, quello della ferrovia non pare essere il modo migliore per dimenticare la Rambla. Resterebbe solo la secessione.

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