Quotidiano Nazionale logo
8 mag 2022

Dragaggi, Pesaro resta con un pugno di sabbia

Gli accordi tra Regione e Ministero stabilirono anche un’area a nord per smaltire la rena dei porti: ma risulta concessa solo a sud

"Io non riesco a capire, visto che ci sono in giunta tre assessori di questa provincia, come mai nessuno abbia aperto bocca sul fatto che è stata assegnata un’area a mare, per andare e versare le sabbie dei dragaggi del porto, solamente per il sud della Regione e non a nord, come era previsto negli accordi di programma del 2016 tra la Regione e il ministero dell’ambiente ed ora con l’autorità portuale del Medio Adriatico".

A parlare è il consigliere regionale del Pd Andrea Biancani, che è andato a prendere un atto che era terminato tra il silenzio generale in cantina. "Fra l’altro un problema, quello del dragaggio, che non riguarda solamente Pesaro ma anche lo scalo fanese dove i pescherecci entrano solamente con l’alta marea", continua il consigliere. Poi Biancani aggiunge: "Avevo già presentato una interrogazione sulle varie problematiche portuali, ma adesso, alla luce di questo fatto, presenterò un’altra interrogazione in Regione per chiedere spiegazioni su questa vicenda. Sia sul fatto che l’autorità Portuale ha dato il via solamente ad un’area a mare per il sud, mentre quella a nord, e quindi relativa al servizio di Pesaro e Fano, non c’è".

Come accade in altre regioni, compresa la vicina Emilia Romagna, per lo smaltimento dei dragaggi vengono assegnate dal ministero delle aree di mare dove andare a depositare le sabbie, fermo restando un inquinamento che sia compatibile con la possibilità di gettarle in quell’area. Quella a nord era stata indicata dal ministero tra Fano e Senigallia, ma nella deliberazione di giunta che porta la data del 13 settembre del 2021 si parla solamente della "approvazione dello schema di accordo di programma... tra la Regione e l’Autorità portuale, per la compartecipazione economica per le spese di caratterizzazione e analisi del rischio ecologico dell’area di immersione Marche Sud".

"Il problema riguarda soprattutto l’autorità portuale – dice Biancani – ma la Regione doveva comunque porsi il problema del perché per la zona costeria nord non è stata attivata l’area di versamento dei dragaggi. Forse per via della programmata vasca di colmata? Questo interessa poco e comunque l’urgenza è quella che che il porto deve essere dragato perché ha un pescaggio limitato e sopra l’area del club nautico verso monte ed i problemi sono gravi così come nella nuova darsena dove ci sono in alcuni punti, proprio a causa dell’insabbiamento, meno di due metri di perscaggio".

Le sabbie dei dragaggi, sulla base dei parametri di inquinamento, possono essere smaltite in mare, usate per il ripascimento delle spiagge, quindi nei casi estremi devono essere conferite in discarica con costi enormi. Da aggiungere poi che se i dragaggi vengono effettuati con regolarità le sabbie, come accade in Romagna, possono essere riversate in mare per cui diventerebbe superflua anche la cassa di colmata, la cui costruzione rischia di creare problemi anche al parco del San Bartolo.

Una questione in effetti molto delicata quella che pone Biancani anche perché il porto cittadino non viene dragato da un paio di decenni e l’insabbiamento riguarda ora anche l’imboccatura dello scalo dove la sabbia che si è accumulata si è già portata via circa mezzo metro di pescaggio passando dagli iniziali 5 metri agli attuali 4 metri mezzo. Un problema, a cui bisogna aggiungere le limitazioni che riguardano anche il cantiere navale che ha problemi c di pescaggio quando deve ospitare yacht sopra i 60 metri.

m.g.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?