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7 apr 2022

Ecco le nuove sale per la "cavalcata dell’arte"

La Galleria nazionale ha aperto le sei stanze al secondo piano. Tante opere in più da vedere, il direttore Gallo: "Mettetevi scarpe comode"

7 apr 2022
nicola petricca
Cronaca

di Nicola Petricca

La "città in forma di palazzo" rivela ai visitatori nuove parti di sé. A 600 anni dalla nascita di Federico da Montefeltro, la Galleria nazionale delle Marche ha aperto al pubblico sei sale, al secondo piano di Palazzo ducale, che non avevano mai fatto parte del percorso di visita, rendendo nuovamente disponibili anche quelle che erano state temporaneamente chiuse per essere rinnovate. "Siamo molto contenti di proseguire nella cavalcata che ci permetterà di riconquistare tutto il secondo piano - ha commentato il direttore della Galleria, Luigi Gallo -. Oggi riaprono le Sale roveresche occidentali, la galleria delle maioliche e il Gabinetto dei disegni. Sono molto fiero di aver portato all’esposizione tali meravigliose raccolte. La riapertura dell’intero piano sarà completata il 14 luglio, con ben 115 dipinti mai presentati prima. Alcune sono opere nostre, altre in deposito grazie alla Fondazione Caripesaro, tutte indispensabili per il racconto della storia dell’arte della regione Marche e non solo, tra 1500 e 1700. Ringrazio quanti stanno lavorando a questa grande avventura: Palazzo ducale raddoppia la superficie di visita, quindi raccomando di indossare scarpe comode, perché il tour è lungo e pieno di stimoli". Con quest’operazione, la galleria amplia del 75% il proprio patrimonio artistico, offrendo un percorso rinnovato pure nella narrazione. Tra le opere non ci sono solo dipinti, ma anche 24 importanti disegni, esposti a rotazione, più il "San Gennaro trascinato al martirio con i compagni Festo e Desiderio" del Domenichino e "Il trionfo di Sileno" di Annibale Carracci, che saranno una presenza fissa, 5 sculture, 150 maioliche e una selezione di ceramiche.

"Qui si fa il punto della storia della ceramica italiana, di cui Urbino è stata il fulcro nel 1500 - spiega Claudio Paolinelli -. L’esposizione nasce dal collezionismo privato, ma si affianca a una collezione permanente del Palazzo altrettanto importante, che ha portato a tante piccole scoperte. Urbino è la città della maiolica, che si vuol far uscire e vedere: baciata dal sole della galleria che si affaccia sul Giardino del Pasquino, brillerà e farà brillare la città per molto tempo". Ideatore del nuovo allestimento del secondo piano è l’architetto di palazzo, Francesco Primari, che lo ha voluto "semplice e rispettoso, ma anche pulito, per restituire la gioia di godere degli spazi e di apprezzare le opere in tutta la loro magnificenza. Man mano che accendevamo il nuovo sistema illuminotecnico, noi stessi ci siamo stupiti dei particolari che emergevano. Oggi, inoltre, apriamo il nuovo ascensore che porta dal primo al secondo piano: tutto sarà fruibile anche da persone con disabilità e da chi fatica a usare le scale. È un grande traguardo, vista poi la difficoltà di realizzare tali opere in un contesto del genere".

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