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12 mag 2022

"Ecco perché saltò il progetto di Piano"

Giorgio Londei replica al suo ex assessore degil anni ’80: "Dissi al grande architetto che manca un accordo"

Giorgio Londei, ora in minoranza, ma spesso con posizioni da maggioranza, si era occupato dal caso Petriccio già dagli anni Ottanta
Giorgio Londei, ora in minoranza, ma spesso con posizioni da maggioranza, si era occupato dal caso Petriccio già dagli anni Ottanta
Giorgio Londei, ora in minoranza, ma spesso con posizioni da maggioranza, si era occupato dal caso Petriccio già dagli anni Ottanta

Durante il Consiglio comunale di martedì, prima dell’approvazione per l’accordo sull’area del Petriccio, ciascuna parte politica ha rievocato la lunga vicenda riguardante l’area e le difficoltà che l’hanno caratterizzata. Al tempo stesso, però, fuori dall’Aula c’è stato chi ha sostenuto che i progetti non progredirono, tra fine anni ‘80 e inizio anni ‘90, anche per volontà politica: Enrico Londei, assessore del Comune di Urbino in quel periodo. "Il progetto fu commissionato a Renzo Piano, che lo consegnò nell’aprile 1988, dalla ditta Costruzioni Bertozzini Spa – ha dichiarato due giorni fa a il Resto del Carlino –. A non volerlo fu anche Giorgio Londei. A Piano non si rispose mai, non si disse né sì, né no, e il sindaco era Giorgio Londei. Anche l’Università ebbe un ruolo in tutto questo". Giorgio Londei, che ora non è più sindaco, ma capogruppo di Urbino e il Montefeltro, replica così: "In merito al progetto dell’architetto Piano, commissionato dalla Bertozzini, confermo la dichiarazione dell’architetto Enrico Londei. Come ho affermato martedì in Consiglio comunale, però, il progetto alla fine non partì per mancanza di accordo fra le proprietà. Vero è anche che le norme del Prg per l’area erano di Giancarlo De Carlo. Piano, comunque, elaborò il progetto per utilizzare i finanziamenti che la legge Tognoli assegnava alle città storiche per i parcheggi. Su questo, ebbero molti incontri. Tra l’altro, Piano venne a Urbino per vedere l’area interessata e con lui ebbi più incontri per ottenere il finanziamento che, alla fine, fu di quattro miliardi di lire (quando i soldi valevano), a fondo perduto. I nostri rapporti furono ottimi: dopo la consegna del progetto a lui dissi direttamente, e non per interposta persona, che per quanto riguardava il Petriccio non esisteva, purtroppo, accordo fra le proprietà, come ben sa la ditta Bertozzini. Ho ricordato, martedì, il ruolo e il progetto di Piano per affermare che tra i grandi architetti (De Carlo, Aimonino, Benevolo e ancora De Carlo) che hanno lavorato e progettato per la nostra città, vi è anche lui. Era giusto ricordarlo per dire che Urbino è sempre stata oggetto di interesse per grandi architetti, anche se non tutte le progettazioni furono realizzate".

n. p.

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