Emergenza scavi archeologici in piazza Costa. I commercianti: "Non ci muoviamo da qui"

Respinta la proposta degli amministratori fanesi di trasferire le attività in piazza Avveduti e al Pincio per velocizzare i lavori "Preferiamo restare uniti, anche a costo di tollerare un cantiere più lungo". Si procederà a step, scongiurando altri contrattempi.

Emergenza scavi archeologici in piazza Costa. I commercianti: "Non ci muoviamo da qui"

Emergenza scavi archeologici in piazza Costa. I commercianti: "Non ci muoviamo da qui"

di Anna Marchetti

I commercianti più che mai uniti nell’affrontare l’emergenza archeologica di piazza Costa. Respinto il piano dell’Amministrazione comunale per fronteggiare i ritardi del cantiere di riqualificazione della piazza, legati alla comparsa, durante la rimozione dell’asfalto, di reperti archeologici: sono infatti emersi i resti di un significativo muro romano (forse appartenente ad una Domus) e altri reperti di epoca medievale (scheletri e cisterne per la raccolta di granaglie). Ma di fronte alla proposta degli amministratori fanesi di liberare completamente piazza Costa, trasferendo gli ambulanti alimentari in piazza Avveduti e quelli non alimentari al Pincio, gli esercenti hanno risposto convintamente "no", chiedendo di restare uniti e preferendo procedere a ’step’ anche a rischio di prolungare i tempi.

E’ questo l’esito dell’incontro tra gli esercenti di piazza Costa (titolari di attività commerciali, titolari delle pescherie e ambulanti), le loro associazioni di categoria (Confcommercio, Confesercenti e Cna) e gli assessori Barbara Brunori (Lavori pubblici), Etienn Lucarelli (Attività economiche) accompagnati dai funzionari comunali.

Una riunione molto partecipata, con la presenza di una cinquantina di esercenti, che in alcuni momenti si è anche scaldata, senza però eccessi. Come detto la proposta degli amministratori fanesi di liberare completamente piazza Costa, trasferendo gli ambulanti alimentari in piazza Avveduti e quelli non alimentari al Pincio, non è piaciuta agli esercenti, contrari alla ‘disgregazione’. "Da piazza Andrea Costa – hanno detto – dipende la vita nostra e delle nostre attività". "Noi ci sosteniamo reciprocamente – ha fatto notare la titolare di un bar", mentre il proprietario di una delle pescherie ha fatto presente "che chi acquista il pesce in piazza Costa non si sposterà mai al Pincio e viceversa i clienti delle bancarelle che dovrebbero essere posizionate tra l’Arco d’Augusto e Porta Maggiore non verranno mai fino in piazza Costa". Tra l’altro gli ambulanti del Pincio avrebbero dovuto condividere l’area con la Fiera dell’Antiquariato, in programma il secondo week end di ogni mese.

La soluzione proposta dal Comune aveva lo scopo di ridurre la durata del cantiere, anche nel caso di eventuali ulteriori ritrovamenti archeologici. Ma pur di rimanere uniti, i commercianti hanno preferito confermare la soluzione a step, adottata fin dall’inizio, assumendosi il rischio di un prolungamento dei lavori, attualmente non quantificabile. Per la sistemazione dell’area sul lato del ristorante "Il Bello e la Bestia", tra scavi archeologici e cantiere vero e proprio ci vorranno ancora tre mesi. Solo quando sarà pavimentata quella parte della piazza, la ditta appaltatrice inizierà a lavorare nell’area a fianco.

"Siamo soddisfatti della partecipazione dei commercianti – ha affermato la presidente di Confcommercio Fano, Barbara Marcolini – la soluzione adottata permette a loro di rimanere uniti, presupposto fondamentale per lavorare tutti. Con il cantiere che procede a step, non solo abbiamo evitato la disgregazione delle attività, ma riusciamo a garantire l’utilizzo di un certo numero di parcheggi fondamentali per far attirare gente in centro storico".

E ancora Marcolini e Stefano Mirisola di Confesercenti: "Ci aspettiamo che il Comune compensi il disagio dei commercianti di piazza Costa con agevolazioni sul suolo pubblico o la Tari".