Emozioni dal Seicento, secolo sorprendente

La cantante e pianista Pamela Lucciarini sarà oggi a Pesaro per un concerto-lezione al Museo Nazionale Rossini

Emozioni dal Seicento, secolo sorprendente

Emozioni dal Seicento, secolo sorprendente

di Claudio Salvi

La musica del Seicento ed il suo rivoluzionario carico di innovazioni e cambiamenti nel linguaggio e nel gusto. Un interessante spaccato su quell’epoca piena di autori importanti come Claudio Monteverdi, Barbara Strozzi o Girolamo Frescobaldi ma anche di compositori minori (spesso dei cantanti).

Se ne parlerà nel concerto-lezione di questo pomeriggio (ore 16), dal titolo “Il Seicento in musica“ in programma al Museo nazionale Rossini. In scena la cantante e pianista Pamela Lucciarini; a lei il compito di trasportare idealmente il pubblico in quel tempo.

Che cosa ascolterà il pubblico in questo concerto?

"Una carrellata di brani che spaziano tra vari generi dell’epoca: dalle cantate ai mottetti sacri alla musica per solo clavicembalo. Sarà un percorso che servirà a capire anche l’evoluzione musicale di quel periodo".

E che periodo è stato da un punto di vista musicale?

"Un periodo molto interessante e ricco di cambiamenti. Tra la fine del Cinquecento e l’inizio del secolo successivo assistiamo ad esempio al tramonto della polifonia e al sorgere dell’opera. Una scelta che segna un solco con tutto quello che era stato fino ad allora il canto. In quell’epoca inizia, anche grazie alla Camerata de’ Bardi (La Camerata fiorentina), l’attitudine ad unire il canto alla tragedia greca. L’intento era infatti quello di riportare ai fasti di un tempo lo stile drammatico degli antichi greci. E questo comportò in campo musicale alla elaborazione di uno stile recitativo in grado di cadenzare la parlata corrente e il canto. In pratica quella che poi sarebbe diventata l’opera. Tra i primi passi l’Euridice di Giulio Caccini, prima opera in forma scenica".

Ma nel programma di oggi figurano anche dei compositori pesaresi.

"Si tratta di due vere e proprie chicche. Una cantata sarà infatti di Bartolomeo Barbarino, detto “il Pesarino“, un organista famoso all’epoca anche come cantante anche se a Pesaro si dedicò in particolare a suonare l’organo. E poi Ignazio Donati, nato a Pesaro e poi attivo a Venezia e Milano apprezzato compositore italiano del primo barocco. Fu uno dei pionieri dello stile del mottetto concertato".

Perché l’idea di indagare a fondo proprio questo periodo?

"Perché è stato un periodo di grandi trasformazioni, perché molti di quei cambiamenti e delle cose che si scrivevano allora, le ritroveremo anche più tardi; ad esempio nell’Ottocento. Ma soprattutto perché ho sempre amato il repertorio antico e direi che mi sono in un certo modo specializzata in questo genere dove il canto è sempre accompagnato da uno strumento dell’epoca come ad esempio il clavicembalo o la tiorba. Nel caso del concerto di oggi mi accompagnerò con il clavicembalo".