Pesaro, 9 luglio 2020 - Lacrime, palloncini e tanto dolore al funerale di Enrico Foglietta. Il giovane calciatore pesarese, di soli 16 anni, che ha perso la vita martedì dopo mesi di battaglia con una terribile malattia che l'ha colpito al cervello.

Al campo sportivo di Pozzo, dove viveva con la famiglia, si sono radunate questa mattina alle 10 e 30 più di mille persone (fotoper dare l'ultimo saluto a un ragazzo scomparso troppo presto. In prima fila ovviamente la famiglia, supportata da amici e compagni di squadra, che hanno letto emozionanti ricordi di 'Foglia', come lo chiamavano gli amici che gli sono stati sempre vicino.

Appesi alle reti del campo tre striscioni, e proprio dal contenuto di uno di questi "Foglia Vive" che il parroco di Borgo Santa Maria, don Giorgio Paoli (video), ha iniziato la sua omelia. Breve, ma di quelle che lasciano il segno. "Enrico vive, è qui fra noi. Forse non comprendiamo adesso il perché Dio lo abbia preso con sé, la nostra anima è turbata. Il Signore ci dia la forza per capire il messaggio che ci ha lasciato attraverso Enrico. Stiamo tutti giocando una partita, quella della vita. Insieme, con grande spirito di fratellanza".

Presente anche la squadra dell'Accademy Juventus di Santa Veneranda, dove Enrico ha giocato fino a novembre oltre che quella del Muraglia, dove invece è cresciuto fino allo scorso anno. Il momento più straziante quando amici, catechiste e compagni hanno letto i loro ultimi saluti. "Hai giocato la partita più importante, hai vinto la vita eterna", ha sottolineato la sua catechista, fra lacrime e applausi.

Infine sono stati fatti volare in cielo palloncini bianchi e rossi. Poi una raccomandazione da parte del parroco: "Non toccate la bara, tuteliamo la salute dei presenti". A quel punto l'abbraccio, seppur a distanza, si è fatto ancora più forte. 

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