L’avrebbe sequestrata in casa, umiliata, insultata e perseguitata, a suon di messaggi e chiamate, anche dopo che lei lo aveva lasciato. Queste le accuse che una ventenne pergolese ha rivolto al suo ex fidanzato, un 26enne anche lui di Pergola. Accuse che lo hanno fatto finire a processo a Pesaro per i reati di maltrattamenti in famiglia, stalking e sequestro di persona. L’imputato, difeso dall’avvocato Antonio Baldelli, respinge ogni addebito. Ma ormai il processo è partito ed è in aula, ad iniziare dalla prossima udienza di aprile, che i due ex torneranno a scontrarsi, ognuno con la propria verità. Qualche giorno fa, alla prima udienza di dibattimento davanti al giudice Lorena Mussoni, sono state depositate le richieste di ammissione dei testimoni. A parlare in aula, ad aprile, saranno la presunta vittima, la madre e la sorella. Due anni di storia difficile, segnata da litigi continui, quella che emerge dalla querela che la ragazza aveva presentato ai carabinieri di Pergola. I fidanzati, entrambi disoccupati, convivevano a casa dei genitori di lui. Un giorno, dopo l’ennesimo confronto ad alta tensione, la donna decide di mettere un punto al rapporto. Lo lascia. Ma poco dopo si presenta anche in caserma, dove viene accompagnata dalla madre e dalla sorella. Ai militari racconta mesi di sopraffazioni e vessazioni. Dice che lui la chiudeva in casa, impedendole di uscire.

e.r.