"Falsi De Dominicis": caso chiuso Tutti prosciolti i 18 indagati

Dieci anni di indagini che avevano cinvolto nomi di spicco del mondo dell’arte tra cui Sgarbi

"Falsi De Dominicis": caso chiuso  Tutti prosciolti i 18 indagati

"Falsi De Dominicis": caso chiuso Tutti prosciolti i 18 indagati

di Elisabetta Rossi

Dieci anni tra indagini e processi, prima a Roma e poi a Pesaro, con accuse come associazione per delinquere finalizzata al traffico di opere d’arte, in particolare quadri di Gino De Dominicis, ritenute false o con false autenticazioni, ricettazione e truffa. Diciotto imputati tra cui nomi di spicco del mondo dell’arte, come quello di Marta Massaioli di Pergola, collaboratrice per anni del maestro marchigiano, finita anche agli arresti domiciliari. Una vicenda, in cui era stato coinvolto anche lo stesso Vittorio Sgarbi, prosciolto a giugno scorso dal gip di Roma.

E ieri, anche la fase pesarese, si è chiusa con il proscioglimento per tutti e 18 gli imputati dall’accusa di associazione per delinquere (perché il fatto non sussiste) e con la prescrizione degli altri reati. Il giudice Giacomo Gasparini ha anche disposto la restituzione ai proprietari di tutte le opere ritenute false o falsamente autenticate sequestrate dai carabinieri del nucleo tutela del patrimonio.

Tutto nasce nel 2012 con la denuncia presentata da una cugina dell’artista e dall’Archivio Gino De Dominicis con sede a Foligno contro la Fondazione Gino De Dominicis con sede a Roma, di cui Sgarbi era presidente e la Massaioli vice. Il primo ente accusava Sgarbi, la Massaioli e gli altri di aver immesso sul mercato opere false dell’artista o di aver fatto false autenticazioni. Secondo l’Archivio di Foligno, le uniche opere di De Dominicis sarebbero solo quelle inserite nel loro catalogo dove se ne contano circa 800. Tutte le altre messe in circolazione, e dunque, quelle raccolte, autenticate dalla Fondazione romana, non sarebbero uscite, a loro dire, dalla mano di De Dominicis. Il quale però in una intervista aveva detto di aver realizzato oltre 1500 opere.

L’accusa fa però scattare le indagini della procura della Capitale. Sette anni di indagini e di sequestri di circa 250 opere per un valore di oltre 30 milioni di euro. Il caso arriva davanti al gup di Roma dove, a giugno scorso, Sgarbi e Duccio Trombadori, considerati tra i massimi conoscitori di De Dominicis, vengono prosciolti. I difensori sollevano però un’eccezione di incompetenza territoriale. E il processo viene trasferito a Pesaro. Qui sarebbe avvenuta la prima compravendita di una delle presunte opere contraffatte. Ieri però il giudizio si è fermato ancora prima di partire con il proscioglimento per l’associazione e la dichiarazione di prescrizione degli altri reati. "Siamo molto soddisfatti della decisione del giudice di Pesaro anche se attendiamo di leggere le motivazioni" commenta il difensore della Massaioli, avvocato Matteo Mangia del foro di Milano.