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27 apr 2022

"Ferrovia, nessuna guerra a Pesaro Ma sul rientro a Fosso Sejore dico no"

Intervista all’assessore regionale Baldelli: "Lavorerò per un risultato compatibile col nostro territorio". E poi tende la mano a Ricci: "Sono favorevole all’arretramento, ma serve farlo anche a Fano"

27 apr 2022
roberto damiani
Cronaca

di Roberto Damiani

Alla Regione Marche, anzi, all’assessorato alle Infrastrutture guidato da Francesco Baldelli (Fd’I), i cantieri aperti sono molteplici. Strade, porti, aeroporti, ciclovie, ferrovie.

Assessore, partiamo dalle cose difficili. Non si è capito bene che cosa ne pensa dell’arretramento della ferrovia a Pesaro. Dice no o dice sì?

"Ci sono 5 miliardi stanziati per risolvere dei problemi tecnici da Bologna a Bari, di cui 1.2 per Pesaro. Vanno tolte curve e contro curve. Nulla da obiettare, ma noi chiediamo di farlo compatibilmente con la sostenibilità dell’operazione".

Chiarisca per chi vuol capire con parole semplici

"Che Ferrovie ha delle esigenze tecniche rispettabilissime, ma noi cerchiamo di conciliarle con le esigenze economiche e sociali del territorio".

Dunque, volete che l’arretramento si faccia nello stesso momento per tutto il tragitto marchigiano?

"No, certamente. Si proceda a stralci funzionali con possibili by pass intermedi. Si parte dal confine tra Marche ed Emilia Romagna avendo però una visione unitaria dell’opera che non può virare a Fosso Sejore".

Chiede per lo stralcio di Pesaro di proseguire almeno fino a Fano?

"Sì, come si può pensare di entrare in galleria e poi in sopraelevata per ricongiungersi a Fosso Sejore? Io sto già lavorando perché il nostro diritto ad avere opere compatibili sia ascoltato. Sono diritti che vanno reclamati e io con Stato e Ferrovie lo sto facendo. Invece di spendere soldi per curvare a Fosso Sejore, si proceda per Fano. Abbiamo già visto che altre soluzioni sono possibili per avere una linea più moderna e sostenibile per passeggeri e merci".

Nessuna guerra di religione insomma con Pesaro e col sindaco Ricci?

"Non ne faccio proprio di guerre di religione. Io cerco accordi, dialogo, unione degli sforzi. Per ottenere diritti e non concessioni, che dovevamo rivendicare già da molti anni, ma chi mi ha preceduto non l’ha fatto".

Ora che cosa pensa di fare con le Ferrovie che intendono realizzare l’arretramento di Pesaro?

"Si proceda per stralci, ovviamente, ma sul rientro a Fosso Sejore lavorerò per un obiettivo diverso e compatibile per il nostro territorio".

Ma come mai non si sentono proteste o richieste di arretramento generalizzato della linea ferroviaria da parte delle altre regioni coinvolte, ossia Emilia Romagna, Molise, Abruzzo e Puglia?

"Credo che molto dipenda dal tipo di territorio. La nostra linea ferroviaria passa lungo il mare e in mezzo alle varie città, in un territorio che di fatto è un unico grande agglomerato urbano. In altre realtà, la ferrovia è lontana anche dalle case e comunque non va a toccare in maniera così impattante la vita di tutti i giorni dei residenti".

Ritiene che sia giusto quindi intervenire subito per arretrare la ferrovia a Pesaro?

"Non ho nulla in contrario, ed anzi si va a guadagnare uno spazio incredibile nel vecchio tracciato che può essere utilizzato in tanti modi, sia per i pedoni, le biciclette o per una metropolitana di superficie che colleghi i punti estremi della città".

Insomma, sembra lanciare un’offerta a Ricci, del tipo parliamoci il prima possibile?

"Ma non ho mai evitato di parlare col sindaco Ricci o con chiunque altro. Il mio metodo di lavoro, anche per la ferrovia da arretrare, è quello dell’unione degli sforzi procedendo a stralci. Sta funzionando benissimo per la Fano-Grosseto che sembrava perduta per sempre, e credo che possa funzionare anche per la ferrovia. Anzi, ne sono certo".

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