Un’immagine di uno dei pranzi organizzati dagli studenti pesaresi
Un’immagine di uno dei pranzi organizzati dagli studenti pesaresi

Pesaro, 3 maggio 2021 - Decine di studenti pesaresi delle quinte superiori ricominceranno con la didattica a distanza. Stavolta non per provvedimento del governo, né per una particolare situazione di emergenza, ma come conseguenza della festa dei 50 giorni, ovvero l’adattamento ai tempi della pandemia delle classiche iniziative solitamente organizzate a 100 giorni dall’esame di maturità. Poiché quest’anno le restrizioni hanno impedito ai ragazzi di organizzarsi secondo il classico calendario (i 100 giorni dall’esame erano infatti a marzo, nel periodo peggiore del contagio), molti di loro hanno deciso di celebrare i 50 giorni e lo hanno fatto venerdì scorso.
Elegantissimi in classe come tradizione comanda, poi il pranzo in vari ristoranti della zona, cui hanno partecipato decine e decine di ragazzi. Ed è su questi maxi raduni che ha messo gli occhi qualche dirigente scolastico, sebbene i ristoratori assicurino che nei loro locali sono state rispettate tutte le regole imposte: tavoli all’aperto, distanziati e per un massimo di quattro commensali.

Zona gialla Marche. Dati, Rt in salita

"Speravo che si potesse affrontare questo momento di gioia in un modo diverso – dice Anna Gennari, dirigente scolastico del Bramante Genga –. Serviva più responsabilità, per loro stessi, per i compagni che non hanno partecipato e anche per gli insegnanti".
 

Il nodo è ovviamente il ritorno a scuola in sicurezza, nel timore che dopo i vari raduni possano emergere alunni positivi. La prima idea che la dirigente ha discusso anche con i rappresentanti di classe è stata quella di far rientrare i ragazzi solo dopo aver effettuato un tampone. Ma intanto si è deciso per due giorni di didattica a distanza, oggi e domani. Nel frattempo si valuterà come muoversi. Il provvedimento riguarderà sei classi quinte dell’istituto, esclusi ovviamente coloro che hanno deciso di non seguire gli altri nella festa. E c’è una settima classe che, invece, in modo compatto ha deciso di disertare le iniziative dei 50 giorni.
 

La questione è stata dibattuta anche in altre scuole, come il Mengaroni: "Da noi ha riguardato però solo una classe – spiega la dirigente Serena Perugini –. E a me basta che tutti, non solo quella classe, rispettino il protocollo già rigido che c’è da noi e che prevede, tra l’altro, che a ricreazione si stia in classe e non si giri per la scuola, a meno che una classe non esca accompagnata da un professore". Nessun tipo di provvedimento nemmeno al liceo Marconi: anche qui molti ragazzi hanno partecipato al pranzo dei 50 giorni, ma il preside Riccardo Rossini ha escluso decisioni dela scuola nei loro confronti.