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2 lug 2022
2 lug 2022

Filma agenti e posta i video, Carriera a processo

Il leader di "IoApro" alla sbarra per diffamazione e registrazione fraudolenta: li aveva ’inquadrati’ durante un controllo nel suo ristorante

2 lug 2022
Umberto Carriera e la sua compagna ieri in tribunale a Pesaro
Umberto Carriera e la sua compagna ieri in tribunale a Pesaro
Umberto Carriera e la sua compagna ieri in tribunale a Pesaro
Umberto Carriera e la sua compagna ieri in tribunale a Pesaro
Umberto Carriera e la sua compagna ieri in tribunale a Pesaro
Umberto Carriera e la sua compagna ieri in tribunale a Pesaro

Al via il processo contro Umberto Carriera e la compagna accusati di aver diffamato un commissario, la vittima e i sindacati di Polizia (Fisp, Silp e Siulp) hanno chiesto 84mila euro in totale di risarcimento danni. E tra i testimoni, c’è anche Vittorio Sgarbi, fondatore insieme a Carriera del partito "Io apro al Rinascimento". Prime schermaglie giudiziarie ieri nel giudizio che vede imputati il 33enne ristoratore "ribelle" e la sua fidanzata di 30 anni, Clarissa Rosselli, per aver postato sui social un video, girato dalla donna col telefonino, che riprende il commissario Paolo Badioli durante il controllo al ristorante di Carriera "La Grande bellezza" di Mombaroccio. Erano i giorni delle proteste contro le chiusure imposte per limitare la diffusione del Covid. Carriera contestava quelle restrizioni. E il 15 gennaio 2021, aveva deciso di tenere aperto il locale. Badioli e i suoi uomini erano intervenuti per eseguire il controllo sull’osservanza delle misure anti-contagio. L’imprenditore, alla loro vista, aveva chiesto alla compagna Clarissa di registrare tutto con il telefonino. Poi aveva pubblicato quel video sui suoi social accompagnandolo con il commento: "Il depistaggio ha mandato il governo allo sbando. 20 agenti sono arrivati alle 23.40, col locale giù chiuso, e senza clienti. Un’arroganza incredibile, nessuno si è identificato. Li denuncerò. Con l’incasso di ieri pagheremo le bollette". Subito, sotto quel post si scatenò un putiferio contro Badioli. Frasi tipo: "Gli avrei dato 4 sprangate ben assestate". O minacce come: "Bisogna sapere dove abita, vediamo se poi si pavoneggia così". Il giorno dopo scatta la denuncia. Quella di Badioli. E la procura contesta a Carriera e compagna di diffamazione aggravata in concorso e registrazione fraudolenta di quel video caricato poi sui social. Per l’accusa, il ristoratore avrebbe tagliato e cucito le immagini a suo uso escludendo quelle in cui il commissario si sarebbe identificato. Ricostruzione che gli imputati respingono. Il difensore di Carriera, Federico Bertuccioli, ieri ha infatti chiesto e ottenuto la nomina di un perito incaricato di fare copia forense del telefonino della donna. "Dimostreremo che le cose sono andare diversamente" ha detto il legale. Badioli (assistito dall’avvocato Carlo Rampino) e i sindacati (con l’avvocato Andrea La Torraca) hanno chiesto 21mila euro ciascuno.

Elisabetta Rossi

© Riproduzione riservata

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