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17 mar 2022

Pesaro, finti investimenti in green economy e criptovalute, 49enne pesarese nei guai

Non era iscritto all'albo, il gip gli ha imposto il divieto di esercitare la professione di intermediazione finanziaria. Al vaglio la posizione dei suoi "influencer"

17 mar 2022
elisabetta rossi
Cronaca
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Guardia di Finanza al lavoro
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Guardia di Finanza al lavoro

Pesaro, 17 marzo 2022 - Prometteva guadagni facili proponendo l’investimento in un avveniristico quanto inesistente progetto industriale ecologico di trasformazione della plastica in bio-carburante e in una criptovaluta inventata dalla sua organizzazione. Un sogno venduto via social attraverso la creazione di una rete di giovani “influencer” finanziari. Ma quando agli investitori non è arrivato neppure un centesimo dei guadagni promessi, sono partite le denunce. Nei guai è finito così un noto 49enne pesarese a cui la Guardia di finanza di Pesaro ha notificato il divieto di esercitare la professione di intermediazione finanziaria in quanto non in regola con i requisiti di legge. La misura cautelare è stata emessa dal gip Giacomo Gasparini.


L’indagine delle Fiamme gialle, definita “Green scam” trae origine da un’autonoma attività investigativa del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Pesaro con la quale erano stati individuati alcuni soggetti che svolgevano da circa 3 anni, nella provincia pesarese e sul territorio nazionale, un’attività illecita di collocamento di investimenti di natura finanziaria promossi da varie società estere, facenti capo ad uno stesso “gruppo”. In particolare l’uomo, avvalendosi di una rete di collaboratori subordinati di cui si professava “leader” e “responsabile italiano”, promuoveva e collocava via social (principalmente tutti i social network ed alcuni siti web dedicati), strumenti finanziari, servizi e attività di investimento, secondo l’accusa, in violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (abusivismo finanziario), reato che prevede una pena edittale fino ad 8 anni di reclusione.

Le peculiarità dell’offerta e le modalità di adesione presentavano, inoltre, delle analogie con l’ormai noto e collaudato modello economico di vendita fraudolenta riconducibile al c.d. “Schema Ponzi” e infatti le vittime, con la promessa di ingenti profitti futuri anche in criptovaluta, sarebbero stati coinvolti nel finanziamento di un progetto industriale ecologico (di fatto verosimilmente inesistente).L’organizzazione, attraverso società di comodo create ad “hoc” con sedi dichiarate in Bangkok e Amsterdam (ma di fatto inesistenti), sosteneva infatti la realizzazione di un «avveniristico» progetto industriale ecologico finalizzato a trasformare il rifiuto plastico in bio-carburante avanzato, di fatto inesistente, con la promessa di ingenti profitti, secondo l’ipotesi investigativa, ingannando in tal modo gli ignari investitori, da un lato allettati da facili guadagni e, dall’altro, coinvolgendoli in un’apparente nobile causa orientata nel settore della ”green economy”.  Il caso è arrivato sul tavolo della procura e su quello della Consob, l’Autorità Italiana per la vigilanza dei mercati finanziari, la quale ha adottato a gennaio 2022 una delibera che ordinava di porre termine alle violazioni riscontrate, perpetrate anche tramite uno dei siti web delle società, e consistenti nell’offerta e nello svolgimento nei confronti del pubblico italiano dei servizi e delle attività di investimento. La Consob ha poi oscurato il sito web e trasmesso un'informativa alla Procura della Repubblica di Pesaro.

Le investigazioni hanno fatto emergere che le varie tipologie di investimento offerte, susseguitisi nel corso del tempo, sono state sottoscritte da diverse centinaia di clienti su tutto il territorio nazionale ed anche estero, che hanno pagato l’investimento disponendo numerosi e consistenti bonifici bancari su conti correnti siti in Estonia, Olanda ed altri paesi esteri, gestiti tutti dall’organizzazione ed in corso di individuazione. Sono ancora al vaglio degli investigatori e dell’autorità giudiziaria le posizioni di tutti gli “influencer” che si sono adoperati per offrire al pubblico e collocare i vari investimenti percependo commissioni in denaro ed in criptovaluta.

L’operazione si inserisce nella più ampia cornice dell’azione di contrasto della Guardia di Finanza all’abusivismo finanziario e ai delitti contro il patrimonio tramite frode, per tutelare, attraverso il fermo contrasto alla criminalità economico - finanziaria, gli investitori/risparmiatori, promuovendo anche un’adeguata educazione finanziaria, l’economia legale e il sano funzionamento del tessuto produttivo quale unico volano dell’economia del Paese.

 

 

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