L’ospedale di Urbino, davanti al quale si trova l’attività di famiglia
L’ospedale di Urbino, davanti al quale si trova l’attività di famiglia

Pesaro, 18 aprile 2021 - La paura dei focolai familiari non è ancora finita. Anzi è viva sull’asse famiglia e lavoro, come quello che sta succedendo tra Montecchio e Urbino. Con la famiglia di Maurizio Pasini, montecchiese di origine e di residenza familiare, ma proprietario e gestore della pizzeria Mystic di via Guido da Montefeltro, davanti all’ospedale di Urbino. Maurizio, che ha 45 anni, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Padova. Dove è stato trasferito ieri mattina da Marche Nord per essere sottoposto alla Ecmo, ossigenazione extracorporea a membrana, una tecnica che supporta le funzioni vitali mediante circolazione extracorporea, aumentando l’ossigenazione del sangue, riducendo i valori ematici di anidride carbonica, incrementando la gittata cardiaca e agendo sulla temperatura corporea. Permette, in condizioni di severa insufficienza respiratoria e/o cardiaca, di mettere a riposo cuore e polmoni.

Un viaggio difficile, che poteva anche incidere sulle sue condizioni generali già gravi per la polmonite bilaterale e per la saturazione d’ossigeno, nonostante il 45enne fosse stato intubato. Il virus ha aggredito tutta la famiglia Pasini di Montecchio di Vallefoglia. Prima di tutti l’anziano padre di Maurizio, Lindo Pasini, 83 anni, che con le sue malatie pregresse di carattere oncologico, difficilmente poteva sfuggire alla violenza della pandemia. Ieri notte il decesso. Il virus ha colpito anche la madre e la sorella del commerciante di che da qualche anno si era trasferito anche di residenza da Montecchio a Urbino. Vivendo con moglie e due figlie, sono tutte risultate positive in un focolaio presumibilmente legato all’attività commerciale esercitata davanti all’ospedale di Urbino.

Maurizio Pasini aveva annunciato la chiusura della pizzeria Mystic l’8 aprile su facebook: "Dopo un anno di continue attenzioni per la sicurezza nostra e dei clienti, qualcosa deve esserci sfuggito. Quindi comunico che il locale verrà chiuso da oggi stesso ( 8 aprile, ndr ) per almeno quindici giorni. Faremo una quarantena di gruppo". Operazione a cui sono stati sottoposti dei dipendenti e degli amici dei lavoratori e della famiglia Pasini, che sempre su facebook ha ribadito "di aver rispetto sempre le regole". "Adesso ci troviamo ad affrontare una battaglia per la vita. Pregate, non parlate a vanvera", scrive Anna, la figlia di Maurizio.

La domenica successiva, l’11 aprile, Maurizio vede la febbre salire a 38,5 gradi e comincia il suo calvario sanitario. La polmonite bilaterale lo porta al ricovero e i giorni che passano rendono difficile respirare. Si arriva così a intubare un ragazzo di 45 anni con qualche problema cardiaco annesso. Per Vallefoglia è un periodo difficile, ma per la famiglia Pasini lo è ancora di più, visto che la signora Maria, 76 anni, ancora ricoverata a Marche Nord insieme alla figlia, ha perso il marito dopo aver già tumulato un fratello e una sorella negli ultimi mesi. Ma mai avrebbe pensato Maria di finire anche lei dentro un focolaio del virus così grave e di vedere trasferito a Padova, visto che i due macchinari Ecmo di Torrette di Ancona erano occupati, un figlio di soli 45 anni. Il trasferimento a Padova è riuscito e l’ossigenazione extracorporea è iniziata come da programma. La battaglia per la sopravvivenza partita da Urbino e Montecchio è arrivata a Padova. Con la preghiera di tutte le comunità che lo conoscono.