Uno scuolabus della Tundo (foto d’archivio)
Uno scuolabus della Tundo (foto d’archivio)
Caos trasporti al suono della prima campanella. E la Regione Marche denuncia per interruzione di pubblico servizio. Questa mattina non tutti gli studenti del pesarese, di materne, elementari e medie, hanno trovato lo scuolabus ad aspettarli alla fermata. Molti sono infatti rimasti a piedi. E questo perchè la società che ha vinto l’appalto, la Tundo spa, con sede a Lecce, ha dato forfait in 17 comuni delle Marche, lasciando a piedi nella nostra provincia Colli al Metauro, Tavullia, Cartoceto, Montelabbate, Montefelcino, Mondavio, sant’Ippolito, Gabicce, San Costanzo. Almeno per oggi. Coperto invece sul filo di lana il servizio a Pesaro (dove...

Caos trasporti al suono della prima campanella. E la Regione Marche denuncia per interruzione di pubblico servizio. Questa mattina non tutti gli studenti del pesarese, di materne, elementari e medie, hanno trovato lo scuolabus ad aspettarli alla fermata. Molti sono infatti rimasti a piedi. E questo perchè la società che ha vinto l’appalto, la Tundo spa, con sede a Lecce, ha dato forfait in 17 comuni delle Marche, lasciando a piedi nella nostra provincia Colli al Metauro, Tavullia, Cartoceto, Montelabbate, Montefelcino, Mondavio, sant’Ippolito, Gabicce, San Costanzo. Almeno per oggi. Coperto invece sul filo di lana il servizio a Pesaro (dove sarebbero attivi 15 scuolabus), Fano, Vallefoglia, Petriano, Fermignano e Gradara. Una situazione che ha fatto scendere sul piede di guerra l’assessore regionale ai Trasporti Guido Castelli che ha sporto denuncia contro la Tundo per interruzione di pubblico servizio. E ha anche sollevato le proteste del consigliere regionale Pd Andrea Biancani, che più volte ha acceso i riflettori sulla Tundo spa, e della Cgil, attraverso il segretario generale Filt Pesaro-Urbino Luca Polenta.

Ma il caos di oggi ha avuto una vigilia convulsa ieri. Dal primo pomeriggio è cominciata a circolare la voce che gli scuolabus non avrebbero acceso i motori, lasciando così a piedi e soprattutto nei guai, studenti e famiglie. Non di certo il modo migliore per cominciare il primo giorno di scuola. Tenuto conto poi di tutte le altre problematiche legate al Covid. Nei Comuni della provincia serviti da Tundo spa è esplosa la protesta. Nel tardo pomeriggio, verso le 18, un nuovo incontro (video call) tra alcune amministrazioni e Tundo dal quale è uscita la decisione di garantire copertura parziale. Nel frattempo, nei comuni rimasti al palo si è corso subito ai ripari. Colli al Metauro ha diramato un comunicato avvisando "di essersi già attivato per procedere ad affidare d’urgenza il servizio ad altro fornitore". Ma lo stesso caos trasporti ha travolto nello stesso momento anche tanti altri comuni delle Marche serviti dall’azienda individuata dalla stazione unica appaltante della Regione Marche.

Ma alla Tundo, le acque sono agitate già da mesi. C’è in corso infatti un braccio di ferro tra l’azienda e gli autisti a cui non sarebbero ancora stati pagati tutti gli stipendi. "Una situazione insostenibile per i lavoratori della Tundo - aveva sottolineato Biancani a fine agosto - Per la Regione i requisiti risultano in regola, ma i problemi ci sono e la realtà è ben diversa". Biancani aveva anche presentato due interrogazioni nei mesi scorsi dopo aver ricevuto segnalazioni da numerosi dipendenti per chiedere la tutela dei lavoratori, verificando l’affidabilità dell’azienda.

"Siamo fortemente preoccupati per il servizio scuolabus affidato alla Tundo perché ci vengono segnalati dai lavoratori diversi problemi che minano l’avvio del servizio come la mancanza dei pulmini - dichiara Polenta della Cgil - Alcuni dipendenti devono ancora percepire lo stipendio di giugno, tredicesima, quattordicesima e tfr. A qualcuno non è stato ancora fatto firmare il contratto di lavoro e dovrebbe iniziare domani (ndr oggi per chi legge). Chiediamo un intervento urgente del Suam regionale a tutela delle famiglie dei bambini e dei lavoratori".

e. ros.