"Fotografa il voto". Giallo su audio, denunce

La coalizione di Gambini accusa di un tentativo di broglio Gianluca Carrabs. Lui: "Hanno manipolato la voce". E va dalla polizia

"Fotografa il voto". Giallo su audio, denunce

"Fotografa il voto". Giallo su audio, denunce

Ci mancava l’audio galeotto. La voce di Gianluca Carrabs, dell’alleanza verde a sostegno di Scaramucci sindaco, emerge in un vocale che è rimbalzato sui social mentre si rivolge ad un candidato della Lega a sostegno di Gambini sindaco dicendogli di cambiare schieramento e di votare a sinistra magari facendo una foto alla scheda. Il tono era scherzoso e Carrabs lo dice espressamente. Ma il sospetto è che l’audio sia stato rabberciato visti i rumori di fondo, una specie di bip sul nome, e per la voce dell’interlocutore travisata, irriconoscibile. Scrive però Gambini a nome della coalizione che lo sostiene: "Domenica 23 e lunedì 24 giugno si voterà per il ballottaggio per l’elezione del sindaco di Urbino. Ma non si può nascondere la preoccupazione per ciò che sta accadendo in città. Il fatto, denunciato all’Autorità Giudiziaria, fa riferimento ad un presunto tentativo di broglio contenuto in un messaggio vocale inviato da un candidato del centrosinistra ad un rappresentante della coalizione opposta. Non è nostro compito valutare il contenuto giudiziario di quanto accaduto, ma possiamo osservare che ha una valenza politica molto importante. È inaccettabile che in città ci sia chi cerchi di condizionare la volontà popolare con comportamenti come questo.

La nostra solidarietà va a chi ha dovuto subire tutto ciò, che contrasta con la democraticità delle elezioni".

Gianluca Carrabs ha reagito denunciando per diffamazione l’interlocutore leghista. E scrive: "Circola un cucito di miei messaggi vocali scambiati ieri l’altro con una persona che conosco da molti anni che ritenevo amica, persona con cui solo ieri mattina prendevo il caffè in piazza, tra l’altro ha pagato lui. L’audio è manomesso nella parte iniziale dove io dico il nome di questa persona - il mio interlocutore - e sono tagliate ad arte delle mie risate e delle mie frasi. Il nome di questa persona è quello di un candidato nella lista di censtrodestra che appoggia Maurizio Gambini. Ho fatto denuncia alla Polizia di Stato per diffamazione. Quando ci sono dei reati si denuncia non si diffama.

Coprire con un lungo bip il nome di questa persona è servito, dunque, a chi ha cucito e fatto poi circolare l’audio per alterare il contesto della conversazione. Era un contesto scherzoso e paradossale fra amici temporaneamente schierati su fronti opposti. Quando parlavo c’erano quattro testimoni. Stavamo scherzando ad un aperitivo in piazza. Nessuno sarebbe, infatti così scemo da dire seriamente cose tanto gravi ad un concorrente politico. Sono bersaglio da tempo dei miei avversari politici che hanno deciso di abbattermi per danneggiare la coalizione di cui faccio parte. Nessuno sarà danneggiato dalla condotta personale del sottoscritto poiché mi faccio da parte. Mi rendo conto che quelle mie parole potrebbero arrecare un potenziale danno alla coalizione e alla mia lista poiché ne esce un’immagine di me tracotante e arrogante e perché - complice il contesto che pensavo amicale - esprimo giudizi sulle persone in modo diretto come lo si può fare solo ad un amico . Mi assumo tutte le responsabilità politiche legate a questa incresciosa vicenda. Come dovranno assumersi, invece, le responsabilità penali tutti coloro che hanno fatto circolare e hanno cucito delle mie conversazioni personali. Ci sono anche dei messaggi di testo che alludono a reati molto gravi associati alle mie parole. Sono falsi e fuovianti".

ro.da.