Il ministro scatta una foto ricordo
Il ministro scatta una foto ricordo

Pesaro e Urbino, 10 settembre 2015 -  E' stato un tour de force quello di Dario Franceschini, ieri in visita nella provincia di Pesaro e Urbino, per battezzare il biglietto unico per i musei di Pesaro, Fano e Urbino. Il titolare del dicastero delle attività culturali ha visitato le tre città in poche ore, in ognuna delle quali i sindaci hanno spinto il piede sull'acceleratore dei finanziamenti statali.

A URBINO

La lunga visita di Franceschini è iniziata ad Urbino, nella ex sala consiliare del Comune, con la firma del protocollo di intesa tra il ministro ai Beni e Attività Culturali, la Regione Marche (con il presidente Luca Ceriscioli), i Comuni di Urbino, Pesaro e Fano (rispettivamente rappresentati dai sindaci Maurizio Gambini, Matteo Ricci e Massimo Seri) per sancire la realizzazione e il sostegno di un progetto strategico di valorizzazione integrata del patrimonio culturale e di rilancio del turismo delle tre città. Gli altri obiettivi del protocollo sono la definizione e realizzazione di: un calendario coordinato delle mostre e degli eventi culturali; piani strategici di sviluppo culturale condivisi anche al fine della creazione di un distretto turistico; progetti di mobilità integrata sul territorio legati alla fruizione dell'offerta culturale; politiche comuni di promozione e comunicazione dell'offerta culturale; progetti per la valorizzazione in ambito nazionale e internazionale dell'offerta culturale del territorio.

Intanto si è dato il via al sistema dalla bigliettazione unica che partirà a novembre (il costo sarà compreso in un range dagli 8 a un massimo di 12 euro ma valido anche per mostre e contenitori): Pesaro mette in mostra i musei civici, casa Rossini, domus e, quando sarà pronto, l'altro percorso archeologico degli scavi di Colombarone; Fano propone invece la pinacoteca civica e museo archeologico con Santa Maria Nuova e in futuro la chiesa di San Pietro in Valle mentre Urbino la Galleria nazionale e la casa della poesia.

Il ministro Franceschini ha subito premesso di sentire un forte legame affettivo con le Marche e in particolare con la terra pesarese per aver trascorso le estati dell’infanzia a Gabicce Monte e di conoscere perfettamente la ricchezza del patrimonio artistico e culturale della nostra regione. “Questo protocollo – ha detto – è in linea con i principi di fondo che ispirano il lavoro del Ministero ai Beni e Attività culturali con delega al Turismo. Separare Turismo e Cultura è ormai difficile, anzi è fondamentale far funzionare i Beni Culturali per attrarre flussi turistici. Ma che sia un turismo sostenibile in grado di conciliarsi con le fragilità dei nostri siti archeologici o dei nostri borghi storici attraverso politiche integrate. Occorre un’offerta integrata nella logica del coordinamento tra servizi, orari, attività, bigliettazione”. “La firma oggi di questo accordo rappresenta un buonissimo esempio di sinergia tra Enti locali, Regione e Stato con una significativa valenza turistico-culturale che vogliamo estendere a tutto il territorio regionale – ha evidenziato l’assessore al Turismo e Cultura della Regione Marche, Moreno Pieroni -. Un modello sperimentale da seguire per diffondere una buona prassi e sviluppare progetti che vadano nella direzione della destagionalizzazione dell’offerta, della sempre più stretta connessione tra turismo e cultura”.

Al termine della cerimonia di sottoscrizione dell’accordo, il Ministro si è recato a Palazzo Ducale – Galleria nazionale delle Marche, ad ammirare i capolavori di Piero della Francesca e di Raffaello accompagnato dal neo Direttore, Peter Aufreiter.  

 

A PESARO

Nella sua breve permanenza a Pesaro, il ministro ha indossato i calzascarpe azzurri per infilarsi dentro la Domus di via dell'Abbondanza, si è meravigliato davanti ai mosaici del Duomo («bellissimi», il commento all'uscita davanti all'arcivescovo Piero Coccia) e a Palazzo Mazzolari Mosca, insieme al sindaco Ricci e al vicesindaco Daniele Vimini ha consegnato, con pubblico elogio, attestati di benemerenza al maresciallo Carmelo Grasso del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona e al cittadino Stefano Alessandrini per «elevati meriti» nel recupero dell'Ercolino, il bronzo-simbolo del sesto secolo avanti Cristo, trafugato nel 1964 dal Museo Archoelogico Oliveriano. “Troppo spesso si parla in questo Paese delle cose che non funzionano e troppo poco di quelle che invece funzionano, come i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio” ha fatto notare Franceschini elogiando pure Alessandrini che, consultando il sito della casa d'arte statunitense nel 2008, individuò l'Ercolino permettendo così alla Procura di Pesaro di avviare le procedure per la restituzione all'Italia.

Poi, prima della virata finale al Conservatorio, il ministro ha goduto di un intermezzo rossiniano all'ingresso della casa museo di Gioacchino Rossini, dove è stato accolto da un'aria dalla Semiramide intonata dal soprano Giacinta Nicotra in accappatoio e turbante bianchi, sul balcone dell'edificio, con l'accompagnamento delle note di un pianoforte e delle voci di tre coriste dal palazzo di fronte. Franceschini, sorridendo divertito, ha immortalato la cantante con il suo smartphone, prima di entrare assieme al sovrintendente del Rossini Opera Festival, Gianfranco Mariotti.

Sala ambisonica, tempietto rossiniano e sala dei marmi, nell'ordine, per il ministro che tirando un primo consuntivo, dopo Urbino e Pesaro: “Sono stato letteralmente 'bombardato' dalla bellezza. Ho pensato a Stendhal e alla sua sindrome. Fondatissima la candidatura al riconoscimento Unesco di città della musica. La sosterremo – ha detto pronunciando le parole 'Rossini', 'Rof', 'Conservatorio' –, insieme alle idee intorno al progetto, perché questa è la vocazione di Pesaro. Investiamo sulla creatività, sulle nuove generazioni, sulla contemporaneità. Non è una scelta alternativa: solo al Conservatorio Rossini ci sono 950 ragazzi”. E a margine: “Un progetto per i mosaici del Duomo? Ci lavoriamo”.

Cercava la sponda Matteo Ricci: “Investiremo sulla musica. Vogliamo il riconoscimento dell'Unesco”. E poi l'annuncio: “L'obiettivo è trasformare in evento nazionale il 150esimo anniversario dalla morte di Rossini, nel 2018. Stiamo cercando di coinvolgere anche Giorgio Napolitano: per noi sarebbe un grandissimo testimonial. Conoscendo il suo legame con il Rof, siamo fiduciosi”.

 

A FANO

Nella città della Fortuna Franceschini è arrivato stremato e in ritardo. E' stata veloce ma proficua la sua presenza in città. I pochi minuti all'interno del Teatro della Fortuna sono bastati al presidente della Fondazione Catia Amati per illustrare l'integrazione già avvenuta nella programmazione della stagione di Prosa di Pesaro e Fano, così come la partecipazione di Fano alla Rete Lirica Regionale che permette alla città di produrre addirittura Opere liriche proprie. Prima di concludere il breve tragitto dalla pizza XX Settembre a via Nolfi per la visita al gioiellino barocco di San Pietro in Valle (“Cosa ci si farà qui dentro una volta finito il restauro?” ha domandato Franceschini al vice sindaco Stefano Marchegiani: “eventi culturali”) il ministro ha tirato nuovamente fuori il suo smartphone per immortalare la chiesa di San Francesco, indubbiamente il monumento che l'ha colpito di più (le tombe malatestiane quasi non le ha neppure guardate) per il suo impatto suggestivo. “Con il ministro abbiamo affrontato il tema della Romanità – ha detto il sindaco Seri al termine della visita turistica tra le bellezze fanesi – compreso il Teatro Romano che a breve entrerà nelle possibilità del Comune. Poi abbiamo parlato dei finanziamenti ai Carnevali storici: il nostro è il più antico d'Europa e ci candideremo per ottenere anche questo riconoscimento. Infine abbiamo puntato l'attenzione sul Lisippo di cui il ministro conosceva già bene la storia”. 

“Col Lisippo ci proviamo” ha detto Franceschini, mal celando la consapevolezza che quella è una strada che porta a sbattere contro un muro di gomma. Fano non ha neppure un museo adatto ad ospitarlo... e infatti gli amministratori della città si sono guardati bene dal portarlo in visita ai Musei Civici sebbene la sua auto abbia parcheggiato proprio lì a pochi passi dalla Corte Malatestiana. Prima di partire, tirato per la giacchetta dal sindaco Ricci sul tema della tratta ferroviaria dismessa tra Fano e Urbino, Franceschini ha sottolineato che “Il primo passo da fare è fare sistema, unire le forze per moltiplicare l'offerta. Poi discuteremo se fare la ciclabile o  (è nota la sua passione in questo senso, ndr) una ferrovia storica. Le ciclabili fatele sulla costa, che c'è già la Bari-Taranto”.