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26 mag 2022

Fronte del porto: i marinai sulle barricate

Continua lo sciopero dei motopesca per il caro-carburante. Spedizione a Cesenatico per bloccare i colleghi che volevano andare in mare

26 mag 2022
Pescatori e marinai di Fano in lotta contro il caro carburante
Pescatori e marinai di Fano in lotta contro il caro carburante
Pescatori e marinai di Fano in lotta contro il caro carburante
Pescatori e marinai di Fano in lotta contro il caro carburante
Pescatori e marinai di Fano in lotta contro il caro carburante
Pescatori e marinai di Fano in lotta contro il caro carburante

Questo è fronte del porto. Quello vero. Pescatori pronti ad una serrata contro il caro-carburante. E non esistono mediatori "perché le associazioni di categoria non sono più quelle di una volta, non le sentiamo più al nostro fianco, meglio lasciar perdere", dice Alessandro Ciavaglia, 51 anni, fanese comandante di un grosso motopesca df’altura. Ieri i rappresentanti della marineria cittadina si sono riuniti nella sede del mercato ittico. E alla fine hanno inviato due lettere "una alla Capitaneria per confemare lo sciopero ed un’altra al Prefetto per dire che domani saremo al porto di Ancona a manifestare al fianco degli altri colleghi".

L’aria è tesa tanto che alcuni esponenti della marineria locale l’altra notte sono partiti per il porto di Cesenatico per bloccare alcuni pescatori che avevano deciso di prendere il mare. "E’ difficile dire a persone che anchi conosci e che magari sono in difficoltà finanziaria di non andare in mare per avere qualche cento euro di contante in tasca, ma se non siamo compatti non si risolve nulla perché arrivano solo promesse ma di concreto non c’è nulla. Anche per questa ragioni abbiamo lasciato fuori le varie associazioni di categoria: il nostro è uno sciopero spontaneo".

Momento molto difficile: "Io sono 40 anni che vado in mare – continua Ciavaglia – e devo dire che è la prima volta che vivo una situazione simile, così brutta. Se si esce in mare si torna e non si fa pari. Rimetti i soldi".

Pesa sulla categoria, ormai da molte settimane, il costo del gasolio. "L’ultima volta che siamo usciti in mare – continua il comandante – abbiamo speso 6.600 euro di carburante ed abbiamo ricavato 8mila euro con il venduto. Se uno ci mette sopra tutto il resto, oltre al gasolio, è chiaro che non conviene andare in mare. Conviene restare fermi".

Un settore compatto e se non vengono presi provvedimenti a livello nazionale, perché la protesta sta dilagando, la situazione rischia di peggiorare perché si fanno balenare anche possibile scontri con chi trasporta, per servire il mercato, il pesce congelato. "Vediamo come evolve la situazione – continua Ciavaglia a nome dei marinai cittadini –, ma se non dovessero arrivare risposte positive, è nostra intenzione fare dei picchetti davanti al mercato ittico e fermare tutti i camion che arrivano per scaricare il pesce congelato. Perché la situazione è anche questa: in questi momenti c’è anche chi ci specula".

Tutti compatti armatori e dipendenti dei motopesca "anche se noi come categoria non abbiamo la cassa integrazione per cui per il momento paghiamo noi il personale di bordo, ma se continua così forse potremmo essere costretti a licenziare per poi riassumere quando la situazione cambierà".

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