LA SITUAZIONE Un gruppo di giovani all’interno del giardino
LA SITUAZIONE Un gruppo di giovani all’interno del giardino

Pesaro, 8 settembre 2019 - Il Giardino Riz Ortolani si sta trasformando in un rifugio di tossicodipendenti e alcolizzati. Ore 9, il giardino, chiuso nelle ore notturne, è aperto da poco. I bidoni pieni di bottiglie di birra vuote e il prato con cartine sparse qua e là portano i segni dei visitatori del giorno prima. Ore 12, sulle panchine al centro del giardino siedono alcuni signori già in stato di ebbrezza. Uno di loro si alza, esce e imbocca piazzale Olivieri con la bottiglia in mano, che ogni tanto si porta alla bocca. In queste condizioni attraversa lo spazio davanti al Conservatorio Rossini. «Sono scene che si ripetono ogni giorno, da mattino a sera», riferisce Nicola Baiocchi, segretario locale di Fratelli d’Italia e consigliere comunale del gruppo ‘Prima c’è Pesaro-Fdi’.

Baiocchi è stato contattato da alcuni residenti della zona, «molto preoccupati per la situazione». Ogni tanto, dopo aver consumato alcol e droga, i “disperati” del giardino Riz Ortolani si spostano in via Pedrotti. Negozianti e residenti hanno più volte chiamato le forze dell’ordine. All’arrivo delle divise i “disperati” se ne vanno. Per poi ricomparire al solito posto: il giardino Riz Ortolani. «La situazione è questa da 5 o 6 mesi – dice Baiocchi –. Da quando le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli nell’area della stazione, infatti, un gruppetto di coloro che prima stazionavano nel parco della Rimembranza ha scelto adesso il giardino Riz Ortolani come punto di ritrovo e luogo di consumo». Chi frequenta l’area del Conservatorio riferisce che i consumatori sono ogni giorno gli stessi, i loro volti sono ormai noti. Che l’area, oltre che di consumo, sia anche un luogo di spaccio, certezze non ve ne sono. Davanti al Conservatorio non sono stati avvistati scambi, che, se ci sono, avvengono in posti più appartati: «Il giardino Riz Ortolani, da questo punto di vista, offre anche una maggiore copertura agli eventuali spacciatori perché il centro del parco, dove tra l’altro ci sono le panchine, è nascosto dagli alberi e quando entri nel giardino riesci solo ad intravedere delle figure, ma non a capire cosa stanno facendo. Al contrario, per chi è al centro del giardino è facilissimo controllare chi entra, perché vi si accede da un unico ingresso, una porticina».

Eppure il giardino è stato sistemato recentemente per offrire ai residenti del centro storico uno spazio verde dove muoversi con i cani e fare giocare i bambini. Era il 2015 quando il Comune diede in concessione ad un ristoratore i locali di sua proprietà che si affacciano sul giardino affidandogli anche l’incombenza di riqualificare il parco e renderlo fruibile per tutti i pesaresi. Un nuovo parco nel cuore del centro storico. Così fu, per un po’ di tempo. «Ora però sta diventando un ritrovo per disperati che lì consumano alcol e droga, è capitato di trovarci anche delle siringhe – commenta Baiocchi –. La gente ha paura di portarci i bambini e sono sempre meno anche quelli che ci portano a spasso il cane. Tutto questo nel cuore del centro storico, sotto le finestre del Conservatorio, frequentato da tanti giovani pesaresi e stranieri e meta di molti turisti. Bisogna assolutamente trovare il modo di intervenire prima che la situazione degeneri, intanto intensificando i controlli delle forze dell’ordine».