Ewan taglia il traguarda dell'ottava tappa del Giro d'Italia 2019, a Pesaro (Lapresse)
Ewan taglia il traguarda dell'ottava tappa del Giro d'Italia 2019, a Pesaro (Lapresse)

Pesaro, 18 maggio 2019 - Una tappa emozionante quella di oggi del Giro di'Italia, da Tortoreto Lido a Pesaro. Con un finale al cardiopalma, e sotto la pioggia, proprio negli ultimi chilometri. Primo l'australiano Ewan davanti a Elia Viviani e AckermannTutti erano alle transenne e davanti ai maxischermi allestiti. L'applauso è partito spontaneo quando il gruppo ha ripreso i fuggitivi, un gesto per dire bravi ad una azione partita da lontano che li aveva resi protagonisti di giornata. All'arrivo dell'apricorsa il pubblico inizia a fremere battendo le mani come un cuore pulsante che va a ritmo delle pedalate del gruppo allungato. La cavalcata di Caleb Ewan è imperiosa, si tiene alle spalle il campione italiano Elia Viviani e Ackermann. Il pubblico applaude anche se non è l'acclamata maglia tricolore a vincere ed è proprio questo il bello del ciclismo, appaudire al vincitore, chiunque sia. Quinto posto per il ciclista cesenate Manuel Belletti. Maglia rosa ancora sulle spalle di  Valerio Conti che domani dovrà difenderla nella cronometro individuale di 34.9 km da Riccione a San Marino.

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Palloncini rosa, alberi avvolti in carta rosa, striscioni e tanta gente è stata l'accoglienza che Pesaro ha dato non solo ai ciclisti in corsa ma anche all'intera carovana formata dal gruppo organizzativo e dai giornalisti italiani e stranieri che sono arrivati in citttà fin dal mattino.Una città che si è fatta ammirare, capace di unire in poche centinaia di metri, la bellezza del suo mare, l'arte, la storia ma anche la sua passione per lo sport delle due ruote a pedali.

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Ed ecco anche la bellezza dei tifosi che hanno scelto di raggiungere Pesaro anticipando di molte ore la carovana per poter scoprire la città e il suo entroterra. Passeggiando lungo l'ultimo km e allungandosi in centro, infatti,non era difficile imbattersi in tifosi che entravano ed uscivano dalla casa natale di Gioachino Rossini o dai Musei civici dov'è allestita una bella mostra legata alla storia del ciclismo. Lì, sgranavano gli occhi davanti alle bici di Coppi e Bartali, Pantani e Gimondi ma soprattutto al cospetto delle spettacolari bici da pista che Moser usò per il suo record dell'ora. Una vera pedalata nel tempo attraverso un centinaio di biciclette dal 1910 al 1998.

Mezzi di polizia e vigili del fuoco in largo Aldo Moro

Diversi anche gli stranieri che hanno scelto Pesaro per tifare i propri beniamini. E' il caso di una coppia di colombiani che per assicurarsi di avere il posto in primissima fila, a 100 metri dal traguardo, si sono piazzati lì fin dalle 12 e incuranti della pioggia. Poi ci sono quelli che invece hanno esposto striscioni sul balcone, come quello posizionato ai sul lungomare che inneggia al campione italiano Elia Viviani.  Inutile a dirsi, che tra i cartelli, non poteva mancare il ricordo a Michele Scarponi. Anche la torre panoramica, posta dalla sfera di Pomodoro, ha salutato il Giro, offrendo una prospettiva dall'alto, decisamente esclusiva. Alle sue spalle, tantissimi aquiloni rosa svolazzanti in cielo.

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Ad attirare il pubblico, è stato anche l'open village con giochi, gadget ma anche un luogo dove riflettere. Oltre ai messaggi per la sicurezza dei ciclisti infatti, c'era uno speciale stand dedicato a Save the children dove erano la manine dei bambini imprese di un cartellone, a dire no alla guerra.

Bici gigante dal drone (fotografia di Ignazio Scassillo)

E Carlo Verdone chiama Conti

Sul traguardo, spostandosi verso il Processo alla Tappa ecco un'altra sorpresa. A riecheggiare a Pesaro è stata infatti la voce di Carlo Verdone che ha voluto essere collegato teelefonicamente per fare il suo in bocca al lupo a Valerio Conti, maglia rosa romana. "So ch etu sei un mio ammiratore ma ti sto seguendo in questo Giro d'Italia e ora sono io ammiratore tuo - ha detto Verdone - In questo Giro sei un eroe. In bocca al lupo, mi auguro che tu riesca portare a termine l'impresa con un trionfo". Presente a Pesaro anche David Lappartient, presidente dell'Unione Ciclistica Internazionale.."La parte finale della tappa aveva davvero parecchie curve - è il commento di Caleb Ewan - il piano era entrare all'ultima curva in testa per evitare rischi. Gli ultimi 30 km sono stati duri e nel finale mi sono invece trovato in terza posizione con Akermann davanti che ha lanciato lo sprint. Ho dovuto salvare le energie e mi sono buttato allo sprint solo a 150 metri dal traguardo. Alla fine il rischio ha pagato. Sopravvivo abbastanza bene in tappe lunghe come queste". "Sono i giorni più felici della mia vita. Oggi poi mi ha chiamato Verdone e mi sono emozionato - ha detto Valerio Conti in rosa guardando anche alla cronometro di domani che arrampica in crono da Riccione a San Marino - domani sarà una prova difficile e darò il massimo. Spero e voglio tenere la maglia e godermela più che posso. A crono a Bologna sono andato bene prendendo solo 1 minuto da Roglic che ha volato, ma ho limitato i danni e oggi il mio vantaggio sugli specialisti è ampio. Sono fiducioso". "Non vedo l'ora di affrontare nuove sfide - rilancia Primoz Roglic - domani sarà una giornata decisiva e io cercherò di fare del mio meglio. Sarò io stesso ad essere il mio primo rivale".

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