La conferenza stampa di presentazione del progetto
La conferenza stampa di presentazione del progetto
Promuovere i valori dell’agricoltura biologica, della sostenibilità ambientale e della tutela del territorio e dell’ambiente, offrendo un’occasione per immaginare e ripensare il futuro del territorio provinciale partendo dalle parole e le azioni di Gino Girolomoni, pioniere dell’agricoltura biologica in Italia. E’ la finalità del progetto ‘Dalla semina al cielo. Vita e pensieri di Gino Girolomoni’ promosso dalla Provincia di Pesaro e Urbino, in collaborazione con il Centro teatrale dell’Università degli Studi di Urbino ‘Carlo Bo’, il Comune di Isola del Piano, la Fondazione culturale Girolomoni e l’istituto ‘Della Rovere’ di Urbania. Gino Girolomoni, scomparso prematuramente nel 2012, iniziò nel 1971 l’attività di...

Promuovere i valori dell’agricoltura biologica, della sostenibilità ambientale e della tutela del territorio e dell’ambiente, offrendo un’occasione per immaginare e ripensare il futuro del territorio provinciale partendo dalle parole e le azioni di Gino Girolomoni, pioniere dell’agricoltura biologica in Italia. E’ la finalità del progetto ‘Dalla semina al cielo. Vita e pensieri di Gino Girolomoni’ promosso dalla Provincia di Pesaro e Urbino, in collaborazione con il Centro teatrale dell’Università degli Studi di Urbino ‘Carlo Bo’, il Comune di Isola del Piano, la Fondazione culturale Girolomoni e l’istituto ‘Della Rovere’ di Urbania. Gino Girolomoni, scomparso prematuramente nel 2012, iniziò nel 1971 l’attività di agricoltore, in controtendenza con l’abbandono delle campagne di quegli anni, e nel 1977 fondò a Montebello di Isola del Piano, insieme a dei giovani amici (tra cui Giuseppe Paolini, sindaco e presidente della Provincia), la cooperativa agricola ‘Alce Nero’. "Ci sono persone – ha detto in conferenza stampa Paolini – che cambiano il corso della tua vita, devi solo stare attento a capire, a volte dici ‘sì’ senza pensarci troppo e poi ti accorgi che quel ‘sì’ è stato determinante. Avevo 19 anni e, seduto su un muretto a Isola del Piano, aspettavo alcuni amici per andare al mare a Cattolica. Si fermò Gino, marito di mia cugina, e mi chiese se volevo andare da lui a sistemare il fieno. Ho detto ‘sì’. Nelle 4-5 ore trascorse con lui ho capito nel profondo ciò che voleva realizzare. E la mia vita è cambiata". "Attraverso un protocollo d’intesa – ha detto la responsabile dell’Ufficio Istruzione scolastica della Provincia Patrizia Paoloni, coordinatrice del progetto – l’Amministrazione provinciale ha unito le forze e le visioni di più soggetti interessati a divulgare il modello agricolo sviluppato da Gino Girolomoni".

Il progetto si snoda in tre direzioni: lo spettacolo teatrale; un documentario a cura del giornalista-videomaker Filippo Biagianti; il coinvolgimento dell’IIS "Della Rovere" di Urbania. Sono intervenuti anche Paola Sabbatini del Della Rovere e Maria Girolomoni, presidente della Fondazione che ha detto: "L’esperienza di mio padre e di mia madre e di quanti ne hanno fatto parte non è solo per noi, ma per tutti. Quest’anno ricorrono i 50 anni da quando i miei genitori cominciarono a restaurare il Monastero di Montebello, che era un rudere. Oggi la cooperativa Girolomoni ha un’intera filiera votata al biologico, che la rende un caso unico in Italia e in Europa". Fulcro del progetto è lo spettacolo teatrale del 31 agosto ‘Dalla semina al cielo. Vita e pensieri di Gino Girolomoni’ realizzato dal Centro teatrale universitario ‘Cesare Questa’, con regia di Aureliano Delisi (ore 21.15, monastero di Isola del Piano, info e prenotazione obbligatoria al 347.5182204 o alla mail: info@urbinoteatrourbano.it; costo del biglietto 8 euro, ridotto 5 euro, per accedere è necessario esibire il Green Pass). Lo spettacolo vedrà in scena Roberto Abbati, Maria Ariis e Lavinia Mochi e al riguardo sono intervenuti anche Michele Pagliaroni, direttore artistico del CTU e il drammaturgo e regista Aureliano Delisi che ha puntualizzato: "Quella di mettere in scena uno spettacolo teatrale dedicato a Gino e Tullia Girolomoni è stata una richiesta affascinante, ma che mi ha messo nelle ambasce, non avendoli mai conosciuti. Pian piano mi sono tuffato nell’universo di ciò che Gino ha scritto, è stato bello assistere allo sciogliersi dei pensieri. La figura di Tullia, la creatura silenziosa che ha accompagnato tutta la vita del Monastero di Montebello è stata ancora più complessa da affrontare".

Luigi Diotalevi