Giulia Volponi è stata la “regina“ delle preferenze

L’avvocato 35enne: "Spiegheremo a tutti l’importanza del nostro progetto su Urbino Capoluogo"

Giulia Volponi è stata la “regina“ delle preferenze

Giulia Volponi è stata la “regina“ delle preferenze

Il candidato consigliere preferito dagli urbinati è ancora una volta della lista Liberi per cambiare: dopo Sandro Paganelli, che nel 2019 ottenne 276 preferenze, tocca a Giulia Volponi, con 363.

Avvocato di 35 anni, già presidente di Urbino Servizi, ha staccato nettamente gli altri 302 candidati, superando di 146 preferenze il secondo più votato, Massimiliano Sirotti (217), sempre di Liberi per cambiare. Determinante, per i due, è stata la spinta di Schieti, con oltre 100 preferenze a testa, ma il consenso non si è fermato lì. "A Schieti sono nata e cresciuta, è uno dei luoghi a cui sono più legata – afferma Volponi –. Sono felice e grata, se penso al lavoro fatto e alle persone incontrate potevo aspettarmi un risultato incoraggiante, ma siamo andati oltre. Il consenso ottenuto viene dalla fiducia: le persone mi hanno accordato la propria, evidentemente sulla base del lavoro fatto e di ciò che hanno visto in me".

Una fiducia che, però, Volponi sa non essere eterna: "Va mantenuta, coltivata. Gli elettori ci chiedono un impegno serio e costante, un progetto ambizioso ma concreto. Cercherò di lavorare in questi termini per la mia città".

Infine, una metafora sportiva per descrivere il risultato ottenuto dalla coalizione di Maurizio Gambini: "Abbiamo mancato la vittoria al primo turno per poco più di 150 voti. Siamo al 48% e abbiamo quasi chiuso la partita al primo set giocando contemporaneamente con 188 avversari nell’altra metà campo. Se vedessi una partita del genere, con un risultato parziale così, sarei ottimista sulla mia squadra. In vista del ballottaggio, ai cittadini racconteremo il nostro progetto per la crescita di Urbino capoluogo. Se questa città può contare sull’importanza di tale titolo lo deve allo scatto fatto con Gambini. È un fatto e cercherò di far passare questo concetto. In campagna elettorale le idee da lanciare possono essere tante, ma la politica non si giudica sulle idee".

n. p.