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1 giu 2022

"Gratteri a Urbino: troppi comuni assenti"

Il dottor Nigro dell’associazione calabresi: "Ha fatto mille chilometri per venirci a parlare, andava rispettato come uomo di Stato"

1 giu 2022
Sopra, un momento dell’incontro tra il procuratore Nicola Gratteri e l’associazione calabresi. Al centro, il dottor Felice Nigro gli porge un omaggio
Sopra, un momento dell’incontro tra il procuratore Nicola Gratteri e l’associazione calabresi. Al centro, il dottor Felice Nigro gli porge un omaggio
Sopra, un momento dell’incontro tra il procuratore Nicola Gratteri e l’associazione calabresi. Al centro, il dottor Felice Nigro gli porge un omaggio
Sopra, un momento dell’incontro tra il procuratore Nicola Gratteri e l’associazione calabresi. Al centro, il dottor Felice Nigro gli porge un omaggio
Sopra, un momento dell’incontro tra il procuratore Nicola Gratteri e l’associazione calabresi. Al centro, il dottor Felice Nigro gli porge un omaggio
Sopra, un momento dell’incontro tra il procuratore Nicola Gratteri e l’associazione calabresi. Al centro, il dottor Felice Nigro gli porge un omaggio

A una settimana dalla consegna del Sigillo d’Ateneo, da parte dell’Università di Urbino, al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, la sua lezione sulla storia della mafia riecheggia ancora nell’Aula magna del Polo Volponi, ma ora, a essa, si aggiunge un nota di disappunto. È quella del presidente dell’Associazione culturale “Corrado Alvaro“ calabresi nelle Marche, Felice Nigro, che spiega: "Ho notato che, per un evento così importante, in cui Gratteri ha percorso più di 1.000 chilometri per parlare ai giovani, l’unico grande Comune del territorio presente con una delegazione era quello di Urbino. C’era il presidente della Provincia, c’erano esponenti delle forze dell’ordine, del Tribunale di Urbino e non solo, ma gli altri grandi Comuni del territorio erano assenti. Chiaramente, non è obbligatorio condividere quanto dice Gratteri, ma è un uomo dello Stato, una persona che lotta ogni giorno contro la mafia, sarebbe stato opportuno quantomeno presentarsi e ascoltarlo".

Nigro coglie poi l’occasione per raccontare come sia nata l’idea di assegnare il Sigillo d’Ateneo al procuratore: "Durante una cena a cui partecipammo sia noi dell’associazione, sia il magnifico rettore della Carlo Bo, Giorgio Calcagnini, scoprimmo che un nostro socio aveva invitato Gratteri ad Ancona per il 23 maggio, in occasione della Giornata della legalità, così abbiamo provato a sfruttare il giorno successivo per portarlo a Urbino. Da lì nacque l’idea del Sigillo. Noi siamo stati presenti nell’organizzazione, anche se, ovviamente, tutto il processo è stato a carico dell’Università. È stata una bella iniziativa, abbiamo avuto tanti riscontri, anche dai dirigenti scolastici che hanno partecipato e dai ragazzi, che hanno fatto domande. Il messaggio che ha voluto mandare ai giovani ha riguardato la non convenienza nel fare il malavitoso. È stato molto diretto, in alcuni passaggi anche forte, ma toccante ed emozionante".

n. p.

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