"Il discorso dei vaccini non ha mai fatto parte della politica del M5S". A scriverlo è Lorenzo Lugli, capogruppo pentastellato in consiglio comunale, nella pagina Facebook di Lisetta Sperindei, consigliera comunale dello stesso Movimento. E il pensiero corre al 27 marzo 2017, quando il consiglio approvò una mozione bipartisan sull’obbligo vaccinale per i bambini iscritti ai nidi, pena l’esclusione, con il voto contrario di tutti i consiglieri 5 Stelle, compresa Francesca Frenquellucci, in un’aula gremita di famiglie free vax. Successivamente, nel 2018, furono gli stessi consiglieri 5 Stelle a presentare una mozione per il superamento dell’obbligo vaccinale, sempre in un’aula gremita di free vax. La pandemia...

"Il discorso dei vaccini non ha mai fatto parte della politica del M5S". A scriverlo è Lorenzo Lugli, capogruppo pentastellato in consiglio comunale, nella pagina Facebook di Lisetta Sperindei, consigliera comunale dello stesso Movimento. E il pensiero corre al 27 marzo 2017, quando il consiglio approvò una mozione bipartisan sull’obbligo vaccinale per i bambini iscritti ai nidi, pena l’esclusione, con il voto contrario di tutti i consiglieri 5 Stelle, compresa Francesca Frenquellucci, in un’aula gremita di famiglie free vax. Successivamente, nel 2018, furono gli stessi consiglieri 5 Stelle a presentare una mozione per il superamento dell’obbligo vaccinale, sempre in un’aula gremita di free vax. La pandemia era ancora di là dal venire e i consiglieri 5 Stelle erano altri. Si era nella scorsa legislatura. Ma nessuno degli attuali consiglieri, già attivisti, prese le distanze. Men che meno l’attuale assessore Frenquellucci, che, pur non intervenendo direttamente nel dibattito, votò contro la mozione bipartisan per i vaccini obbligatori agli iscritti al nido, dopo che tutti gli altri consiglieri del suo gruppo si erano espressi per la libertà di scelta. E questo restando sul locale, senza scomodare la politica nazionale. Quel “mai“ nella frase di Lugli dev’essere sfuggito di mano.

La frase di Lugli si legge tra i commenti che il capogruppo ha rilasciato ad un post della Sperindei, nella quale la consigliera prende le distanze dal comunicato emesso nei giorni scorsi dal suo gruppo consiliare a favore della scelta della giunta Ricci di concedere l’ingresso alla Fiera di San Nicola solo ai portatori di Green pass. "Mi dissocio da quanto dichiarato sul comunicato inoltrato a nome di tutto il gruppo del M5s. Non concordo sulla necessità del Green pass, anzi lo considero una vera e propria coercizione che non rispetta i diritti che la Costituzione garantisce a noi cittadini", il post della Sperindei. Il capogruppo Lugli reagisce chiedendo le dimissioni della Sperindei. Non dal gruppo pentastellato. Bensì proprio dal consiglio comunale, dove la Sperindei siede per regolare elezione voluta dai cittadini, non per nomina politica. Se la Sperindei non si riconosce più nelle azioni dei 5 Stelle può decidere di passare al gruppo misto, dove portare avanti in autonomia le idee per le quale è stata eletta. Lugli però preme sui social perché si faccia da parte per "lasciare il posto ai primi dei non eletti". E aggiunge che dovrebbe farlo"nel rispetto della libertà di opinione e della libertà di manifestazione delle proprie idee". La Sperindei è sempre stata chiara sulla sua posizione e non è un mistero che gran parte dei suoi elettori sono no vax o free vax. La libertà di scelta vaccinale è sempre stato il suo cavallo di battaglia, anche prima delle elezioni, quando il M5s accettò di inserirla nella propria lista, con candidato sindaco Francesca Frenquellucci. Se si riteneva che le sue idee non fossero conformi con le linee guida del Movimento bastava non candidarla. Se da parte sua c’è sempre stata chiarezza, da parte di Lugli-Frenquellucci non c’è mai stata in passato una posizione netta. Gli unici precedenti sono state quelle due mozioni pre pandemia con la Frenquellucci consigliera che si espresse a favore della libertà di scelta. Tra l’altro, la mozione per l’obbligatorietà per gli iscritti ai nidi ebbe solo i 5 Stelle contrari, mentre votarono a favore sia la maggioranza (con l’astensione di Massimiliano Santini) che il centrodestra (con l’astensione di Giovanni Dallasta), attuali iscritti leghisti compresi. Tutto giustificato con l’avvento della pandemia.