Donna in attesa dalla guardia medica
Donna in attesa dalla guardia medica

Pesaro, 19 luglio 2019 - La mano che scivola sotto gli slip al posto della visita all’occhio. Con tanto di diagnosi a sfondo hot: «Hai bisogno di essere coccolata». È il presunto episodio di violenza sessuale per il quale ieri mattina è stato condannato a 1 anno e 8 mesi (pena sospesa), dal collegio del Tribunale di Pesaro, una ex guardia medica di 55 anni. Il pm Silvia Cecchi aveva chiesto 2 anni. La parte civile e presunta vittima di quelle attenzioni illecite è una 46enne di origini marocchine, residente nella zona di Vallefoglia, la quale, (assistita dall’avvocato Maria Rosa Conti) ha ricevuto 3500 euro a titolo di risarcimento totale del danno. Il difensore del medico, l’avvocato Gianluca Sanchini del foro di Urbino, ha già annunciato appello.

Il fatto risale ad aprile 2017. La presunta vittima ha raccontato di essersi presentata nell’ambulatorio della guardia medica una sera, verso le 20.30, accusando dolore a un occhio. Era dipendente di una falegnameria e aveva riferito che le era entrata una scheggia di legno mentre lavorava. Il medico l’ha visitata e le ha prescritto una terapia. Ma è a quel punto che, a detta della donna, ci sarebbe stato quel controllo ulteriore. Il medico l’avrebbe invitata a distendersi sul lettino per accertare ancora meglio le condizioni dell’occhio. E mentre la guardava in volto, la paziente ha detto di aver sentito una mano che si infilava furtiva sotto le mutande e la palpeggiava. Con tanto di commenti di contorno.

La 46enne ha poi detto di essersi intimorita, di essersi alzata di scatto e fuggita di corsa. Un anno dopo, i primi mesi del 2018, il medico si è visto arrivare una misura interdittiva chiesta dal pm Silvia Cecchi e concessa dal gip, con cui è stato sospeso per due mesi dall’esercizio della professione medica. Per il dottore è stato un fulmine a ciel sereno. Ha respinto da subito ogni addebito. E ha continuato a farlo fino all’ultima udienza di ieri.

Aveva proposto il riesame contro la sospensione, ma il Tribunale gliel’aveva confermata. Accogliendo però diverse ragioni della difesa dell’imputato e invitando la procura a svolgere ulteriori approfondimenti su più aspetti. Passati quei due mesi, la misura è scaduta e il medico è tornato a fare il suo lavoro. Anche se ha scelto di dimettersi dall’incarico di guardia medica. Il suo caso è poi approdato a processo. Il camice non ha scelto riti alternativi e sconti annessi. Ieri la condanna. Che ora grazie al suo avvocato cercherà di ribaltare in appello.