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7 mag 2022

"Ho 30 dipendenti e 3 milioni di crediti: ma con questo governo si rischia troppo"

Lo sfogo di Simone Tagliabracci, imprenditore edile: "Se le banche non ci daranno assicurazioni, per molte ditte sarà dura"

Simone Tagliabracci, pesarese, 52 anni, imprenditore edile da quando ne aveva 18
Simone Tagliabracci, pesarese, 52 anni, imprenditore edile da quando ne aveva 18
Simone Tagliabracci, pesarese, 52 anni, imprenditore edile da quando ne aveva 18

Si chiama Simone Tagliabracci, pesarese, 52 anni, dall’età di 18 imprenditore edile. E’ la sua impresa che sta realizzando la ristrutturazione del condominio di viale Trieste 13, dove c’era a piano terra il "Bibe ed Impera". "Sì, partiamo con l’ottavo cantiere e lo porterò a termine. Ma quello che vorrei far sapere a chi ci governa, che le parole, oltre agli atti e alle leggi, contano molto. Io ho 3 milioni di euro in crediti per il bonus facciata da cedere alle banche, che dalla sera alla mattina mi hanno detto che non l’avrebbero più preso. Attendono che il governo sblocchi la quarta cessione e dica in maniera chiara che il Superbonus rispetterà la cronologia messa per iscritto. Non si può parlare come ha fatto il presidente Draghi che il Superbonus non va bene, gettando nel panico le aziende come le mie che rischiano grosso se le banche non riacquistano i crediti, e nello stesso momento farsi bello perché il pil ha avuto un balzo in avanti". "Non si può essere così leggeri nel parlare, ogni parola del presidente del Consiglio determina la vita o la morte delle aziende. Io ho 30 dipendenti, se le banche non avranno assicurazioni dal governo e dunque non acquisteranno crediti dalle ditte, per molti sarà finita. Io ho le spalle larghe perché abbiamo una reputazione guadagnata col lavoro da tantissimi anni, ma col 110% non si può fare un dibattito tutti i giorni. Se c’è la legge, la si applica e basta. Chiedo per piacere al presidente Draghi di essere cosciente che ci sono le famiglie dietro alle sue parole sul Superbonus, milioni di famiglie in tutta Italia, e quindi come il cliente ci chiede serietà noi la chiediamo a chi governa. Basta commenti in libertà da mesi, addirittura in Europa. Continuare così sarebbe devastante".

Tornando sull’impalcatura, Tagliabracci dice: "Noi abbiamo tantissime richieste di lavoro, e ovviamente scegliamo ma se fino ad ora pensavamo di fare sconto in fattura non possiamo più farlo, proprio ora che partivamo di fatto col 110%. E non si pensi che i prezzi aumentati delle materie prime, sballino i conti. Non è vero. Sono tutti sotto il prezzario stabilito, ad aumentare sono i costi bancari. Una misura come il 110% andrebbe difesa perché fa volare l’economia, invece è bombardata ogni giorno. Col rischio di far fallire le ditte che hanno incamerato crediti confidando nel governo"

ro.da.

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